Fino all'inverno scorso quelle gabbie erano piene di visoni che
giravano su se stessi, in attesa della camera a gas. Fino a pochi
mesi fa questo era uno degli allevamenti che in Italia riforniscono
di cadaveri le pelliccerie. Le riprese della Tv Svizzera per il
programma "Patti Chiari" documentano l'operatività di questo lager
fino all'inverno scorso, mentre i cartellini identificativi posti
sopra le gabbie hanno ancora date del 2010.
Adesso più nessun animale, nessun prigioniero, tutti giustiziati,
purtroppo. Quello che domina è il silenzio, quasi spettrale. Entrare
in un luogo così orribile, che per anni è stato prigione e camera di
tortura per migliaia di animali, è una sensazione forte. Il nostro
pensiero va immediatamente alle vittime di questi carnefici, ma ci
rimane la consolazione di pensare che quei visoni saranno stati gli
ultimi a finire nelle camere a gas di questo allevamento, destinato
adesso a diventare come moltissimi altri solo un brutto ricordo.
Dentro ai 12 capanni di questo allevamento potevano essere rinchiusi
più di 3000 animali. Dopo la loro uccisione la loro pelle veniva
strappata e appesa ad asciugare su assi che hanno ancora le chiazze e
l'odore del sangue. le loro pelli poi passate in un tamburo rotante
insieme a della segatura, per asciugarle e conservarle. Da lì nelle
concerie e poi nelle eleganti boutique in cui la morte viene venduta
a caro prezzo.
La fine dell'allevamento di animali da pelliccia in Italia è sempre
più vicina. Per quanto si ostini Giovanni Boccù, presidente di AIAV,
a mettere in giro annunci e pubblicità, gli allevatori sono sempre
meno e il declino della produzione italiana sotto gli occhi di tutti.
Negli ultimi 12 mesi abbiamo avuto prova della chiusura di ben 5
allevamenti. Non vediamo l'ora di poter annunciare il prossimo!
Per la Liberazione Animale
Campagna AIP
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