Campagna AIP
AIP - Attacca l'industria della pelliccia
Campagna AIP


AIP IN ABRUZZO CONTRO IL MMFG

Presidi di protesta a S. benedetto del tronto

Il primo si è tenuto davanti Marella.
Felici di avere al fianco alcune nuove persone a protestare, si comincia, anche per scaldarci, spiegando le motivazioni della protesta, spiegando cos'è e cosa fa la campagna Aip ed i risultati ottenuti.

Nel frattempo nel computer sul nostro banchetto scorrono le immagini del video "Le menzogne dell'industria della pelliccia", documentario creato da attivisti norvegesi tramite accurate investigazioni effettuate in 120 allevamenti "da pelliccia" in Norvegia.
In un primo momento le commesse si mostrano incuriosite e addirittura appoggiano la causa, ci fanno una foto con un cellulare dicendoci "Questa la inviamo alla direzione"; poi cercano di mettere in risalto le contraddizioni, inesistenti, dei singoli attivisti che protestavano... "quello al megafono ha le scarpe di pelle!" ... urlava la commessa. In realtà le scarpe erano di tela e dopo averlo fatto notare anche ad essa, pochi minuti più tardi, ci strilla che ci denuncia per via del nostro slogan "Marella vende morte", giustificando che la gente potrebbe pensare che vendono droga.
A questo punto, la rabbia contro chi finanzia la sofferenza e il dolore di migliaia e migliaia di animali sale, ed il medesimo slogan viene ripetuto a squarciagola, per poi far notare a tutti i passanti (che in una ventina si fermano ad assistere alla protesta) che il nostro slogan corrisponde alla verità, tant'è che anche da fuori si vedono benissimo tra gli scaffali del negozio i resti degli animali trucidati ad opera di un'industria assassina finanziata da marella, di cui sono complici anche le commesse nel momento in cui la appoggiano.

E' stato evidenziato come per i negozianti valga di piu' l'immagine dell'azienda e del negozio piuttosto che la vita altrui e il dolore al quale vengono sottoposti gli animali. E' stato detto e ripetuto che non c'è piu' nulla da nascondere per Marella: a s. benedetto del t., come in molte altre città d'italia e del mondo, sempre più persone sono consapevoli dell'ingannevole sanguinaria moda dell' mmfg.
Verso la fine del presidio davanti marella, in quella stretta strada dove si passa solo a piedi e in bicicletta, passa un camion della spazzatura e qualcuno ha la giusta idea di proporre a marella di buttarci dentro, una volta per tutte, senza mai più comprarne di nuovi, gli indumenti aventi inserti in vero pelo animale; i passanti sorridono e condividono, ma ormai era un'ora che le commesse avevano chiuso la porta di entrata per non sentire la rumorosissima verità, nuda e cruda, atroce e crudele; ed è dalla durata di tutto il presidio, per la nostra gioia, che non ha fatto accesso nessuno in un negozio così, colmo di morte.

Il secondo presidio è di fronte all'ormai vecchio obiettivo Max&co di via moretti 5. Qui siamo ancor di più e l'impatto sulle persone che passano sembra essere anche qui ottimo. In molti si fermano e chiedono materiale, la mail list si riempie in un pomeriggio, e tra i due presidi sono oltre 1200 i volantini distribuiti. Tempi duri per l'mmfg insomma, difatti anche qui durante la protesta non entra nessuno nel "Max&Co-mplice di crudeltà".

MAX&CO E MARELLA VENDONO MORTE, FINO ALLA FINE DAVANTI ALLE LORO PORTE.

ATTACCA L'INDUSTRIA DELLA PELLICCIA - ABRUZZO E MARCHE












Bookmark and Share


TORNA ALL'HOME PAGE

Bookmark and Share