Martedì 26 maggio presso il lussuoso Max Mara di Corso Vittorio Emanuele, MIlano, si è tenuta una festa ad inviti per presentare il romanzo "Lost in fashion (o la moda o la vita)" di Silvia Paoli, edito da Baldini&Castoldi. Quale migliore occasione che un party con champagne ed invitati importanti del mondo dello spettacolo, della moda e del giornalismo, per rovinare la facciata di Max Mara, mostrando a quale realtà orribile e sanguinaria è invece legata la loro moda?
Informati sull'orario del party da una nostra talpa, più di trenta
attivisti hanno rovinato la festa con un presidio molto visibile e rumoroso durato ben 3 ore, proprio di fronte al negozio e all'ingresso da cui entravano gli invitati, mostrando i loro inviti
agli addetti della sicurezza tra le urla e gli slogan dei manifestanti. Un presidio tra i più motivanti della stagione, senza dubbio, in cui tutta la rabbia per la morte e la sofferenza di milioni di animali si è concretizzata e non ha dato un attimo di pace al negozio Max Mara, al vicino Max&Co e alla festa stessa.
Per rendere più visibile e chiara la nostra protesta abbiamo anche portato in strada una scenetta semplice ma eloquente, con la morte che brinda insieme ad un dirigente MaxMara su un
tavolo imbandito di champagne, sangue e una volpe morta. Centinaia di persone si sono fermate a guardare o fotografare questa scena, nel bel mezzo della via pedonale di maggiore passaggio di Milano.
La festa di Max Mara, con il padrone di casa Giorgio Guidotti a fare gli onori, si è tenuta su una terrazza sul retro, all'aperto, non troppo lontana dalla protesta... tanto che da lì si potevano sentire il megafono e le urla! Ci immaginiamo l'imbarazzo della dirigenza di Max Mara e del sig. Guidotti, che hanno dovuto spiegare a tutti perchè all'arrivo alla festa sono stati accolti da slogan e urla, perché Max Mara è oggetto di una campagna di proteste. Probabilmente una battuta o un sorriso non sono bastati a mandare giù il nervosismo per un happening mondano così rovinato.
E che il fastidio sia stato notevole e visibile ce ne ha dato conferma uno dei direttori della Baldini&Castoldi, sceso a chiedere informazioni subito dopo la presentazione del libro. A lui è stato ribadito che la campagna è contro MaxMara e la loro politica aziendale e che non ce l'avevamo col loro libro, pur trovandolo comunque vuoto di contenuti e frivolo, come il mondo della moda vuole.
O la moda o la vita, dice il titolo di questo libro. Noi, stasera
come tutti i giorni, abbiamo deciso da che parte stare.
Finito il loro cocktail abbiamo potuto vedere molti degli invitati
anche all'uscita, ribadendo il nostro messaggio contro Max Mara, per poi andarcene soddisfatti di una giornata ben riuscita
per noi e di una pessima festa per loro.
AIP MILANO STREET TEAM