Come nelle prime settimane della campagna contro il MaxMara Fashion Group, anche in gennaio e febbraio a Milano ogni weekend si sono svolti presidi davanti ai numerosi punti vendita MaxMara e Max&Co presenti in città. I negozi più tartassati dalle proteste sono stati il temporary store in Corso Venezia, che ora ha chiuso, e il punto vendita di Via Orefici, vicino a Piazza Duomo. A dipendenza dei weekend, da 10 a 20 attivisti hanno mostrato a centinaia di passanti inebetiti dall'aria di consumismo sfrenato che, assieme allo smog, inquina l'aria della città della moda, la triste realtà nella quale sopravvivono milioni di animali allevati per diventare cappotti e colletti.
Ad ogni protesta sono stati allestiti un banchetto informativo ed una mostra fotografica. Mentre domenica 15 febbraio un'attivista ha inscenato una performance teatrale mascherandosi da "morte impellicciata" per simboleggiare la moda del MMFG, portatrice di morte e sofferenza, attirando l'attenzione delle persone e pubblicizzando la lotta contro l'industria della pelliccia.
Senza dubbio la frequenza e li'intensità delle proteste ha dato molto fastidio ai responsabili dei punti vendita e ai dirigenti di MaxMara.
Oltre alle proteste, nei giorni infrasettimanali si sono svolti numerosi banchetti con materiale informativo, al fine di raccogliere fondi, conoscere nuovi attivisti, diffondere la campagna e materiale su altre tematiche dello sfruttamento animale, prima tra tutte il veganismo.
Sicuramente questi primi mesi di campagna sono stati intensi ed impegnativi. Non è sempre facile trovare la motivazione giusta per passare la domenica o il sabato pomeriggio al freddo o sotto la neve o la pioggia ad urlare fino a farsi venire il mal di gola, ma quello che ci muove è la compassione e l'empatia per chi al freddo e al gelo è nato e al freddo e al gelo morirà, e la rabbia contro chi commissiona il massacro di 50 milioni di esseri viventi ogni anno per un artificio assurdo inventato dagli umani per dare un senso a vite sterili e vuote: il consumo ad ogni costo, in nome della moda.
Per la liberazione animale,
AIP MILANO STREET TEAM