Campagna AIP


FUR-FREE FRIDAY A MILANO


Proteste sotto la neve contro Consolato Norvegese e MaxMara

Venerdì 28 dicembre abbiamo aderito alla giornata internazionale di proteste Fur-free friday (venerdì senza pellicce), indetta da attivisti statunitensi.

Da diversi anni in Nord America il venerdì prima del giorno del Ringraziamento (Thanksgivings Day), una delle più importanti giornate di shopping dell'anno, decine di gruppi inscenano proteste contro pelliccerie e negozi che vendono pellicce.
Da quest'anno le proteste si svolgono a livello internazionale, con la partecipazione di dozzine di gruppi in tutto il mondo, rendendo questo 28 novembre la giornata con il più alto numero di iniziative anti-pellicce dell'anno.

Venerdì mattina, suona la sveglia, e vediamo che fuori nevica da un pezzo e non sembra proprio abbia intenzione di smettere, è freddissimo. Ci verrebbe voglia di tornare sotto le coperte e rituffarci nei sogni di un mondo senza macellerie, senza allevamenti e senza Max Mara...

E invece no, sappiamo che le campagne si vincono con costanza e determinazione e in men che non si dica balziamo dal letto, facciamo colazione, e usciamo nelle strade coperte di neve, che per una volta nasconde il grigiume di questa triste metropoli.

Con i piedi fradici e le le dita delle mani assiderate iniziamo alle 11:00 la prima protesta davanti al Consolato Norvegese, in supporto alla campagna per la chiusura degli allevamenti di volpi e visoni norvegesi indetta dal gruppo di attivisti Network for Animal Freedom.

Nel corso dell'estate 2008 questi attivisti hanno svolto un' investigazione in un centinaio di allevamenti di volpi e visoni del paese documentando con foto, resoconti dettagliati e filmati le tristi condizioni nelle quali sopravvivono gli animali rinchiusi nelle gabbie di veri e propri lager.
In seguito alla diffusione di queste immagini da parte di vari media norvegesi, è stata lanciata una campagna di pressione e denuncia sul governo per ottenere un divieto degli allevamenti di animali "da pelliccia" su tutto il territorio norvegese.

Per circa un'ora abbiamo spiegato al megafono le ragioni della nostra rabbia sotto le finestre del consolato norvegese e distribuito volantini ai passanti. Nelle scorse settimane si sono svolte iniziative davanti ai consolati ed ambasciate norvegesi in diversi paesi e anche dall'Italia abbiamo voluto dare la nostra solidarietà a questa campagna. Per maggiori informazioni e per visionare il filmato dell'investigazione (una delle migliori e delle più attuali sull'industria della pelliccia) clicca qui.

Dopo un pranzo al caldo ed una tazza di tè torniamo sotto la neve davanti ad una boutique Max Mara in via Cuneo. Ci mettiamo davanti alle vetrine con striscioni, cartelli, volantini e megafono scandendo slogan a squarciagola. Le commesse fanno finta di niente ma nessuno entra nel negozio. Da notare che anche qui, come sempre, non c'è nemmeno l'ombra di un inserto di pelliccia. Le direttive dei boss di Reggio Emilia vengo rispettate, tutto regolare...

Spieghiamo ai passanti l'aggiacciante realtà degli allevamenti e della complicità di Max Mara Fashion Group con l'uccisione di oltre 50 milioni di animali ogni anno. Nel frattempo altri attivisti si uniscono al gruppo iniziale dando nuova energia alla protesta.

Anche in via Cuneo ora hanno avuto un assaggio di un presidio di campagna AIP e siamo sicuri che hanno appreazzato molto la nostra visita.

Come ultima protesta ci spostiamo in Corso Genova, davanti ad un altro punto vendita Max Mara.
Questa posizione è ottima per le proteste, in una via con un continuo passaggio di persone e una buona visibilità. Anche qui distribuiamo centinaia di volantini ai passanti invitandoli a prendere parte alla campagna di boicottaggio contro Max Mara e gli altri marchi del MMFG.

Dopo un'ora circa di presidio terminiamo questa giornata, stanchi e infreddoliti ma soddisfatti di sapere che in molte altre città in tutto il mondo altri attivisti hanno urlato tutta la loro rabbia contro l'industria della pelliccia e lo sfruttamento animale.

Molti gruppi all'estero tra gli obbiettivi delle proteste di questo Fur-free friday hanno scelto anche Max Mara. Oltre alle proteste in varie città italiane si sono svolte iniziative contro Max Mara a Mosca, New York e Washington!

Milano AIP Street Team


































 


TORNA ALL'HOME PAGE