STOP PELLICCE DI CANE E DI GATTO
L'Unione Europea ne blocca l'importazione
Lo scorso anno la Commissione europea, braccio esecutivo della UE, aveva proposto la messa al bando in tutta l’Unione delle pellicce di cane e gatto, citando prove che queste pellicce vengono piazzate sul mercato europeo mascherate da pellicce sintetiche.
Martedì 19 giugno 2007 il parlamento europeo ha votato a favore di questo divieto, con un’entrata in vigore prevista per il 31 dicembre 2008. Questo voto dovrà ancora essere approvato dai ministri europei dell’agricoltura, ma pare sia solamente una formalità.
Già diversi governi europei, come Belgio, Danimarca, Francia e Italia proibiscono il commercio di pellicce di cani e gatti come pure Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia e Svizzera.
Si stima che i cani e gatti uccisi in Asia ogni anno dall’industria della pelliccia siano 2 milioni. Per confezionare un singolo cappotto vengono uccisi: 10 cani oppure 24 gatti.
La loro pelliccia viene usata pure per inserti di ogni tipo su giacche e cappotti, guanti, scarpe, coperte, giocattoli,…
Spesso per confondere gli acquirenti sulle etichette vengono usati nomi inventati.
Per le pellicce di cane: Gae-wolf, sobaki, Asian jackal, goupee, loup d'Asie, Corsac fox, dogues du Chine, fake or exotic fur.
Per quelle di gatto: house cat, wild cat, katzenfelle, goyangi, mountain cat.
Sembra superfluo sottolineare che sebbene questo divieto possa rappresentare un duro colpo per un settore dell’industria della pelliccia che miete milioni di vittime ogni anno esso rispecchia l’attitudine schizofrenica della nostra società nei confronti degli animali non umani, cieca di fronte al fatto che non esiste nessuna differenza tra la sofferenza provata da un visone e quella provata da un cane o un gatto.
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