SALDI IN ROSSO PER COIN
1° presidio dell'anno a Rimini
Sabato 5 gennaio, a Rimini, qualcuno ha scelto di portare gli auguri di buon anno anche al negozio Coin, nel centralissimo centro storico cittadino.
Con il primo presidio dellanno si è colta loccasione per portare gli
auguri di un poco redditizio 2008 per la catena Coin, auguri dettati
dalla voce di oltre quaranta milioni di innocenti scuoiati e cuciti su
giacche e accessori dabbigliamento.
Come in molte altre città, anche a Rimini, sabato sono partiti i tanto
attesi e sospirati saldi di fine stagione.
Una speranzosa boccata daria fresca per affari sporchi del sangue di vittime della stupidità e vanità umana.
Sicuramente la strategia del saldo avrà portato profitto a qualche
negozio, di certo sabato scorso nella Coin di Rimini, in pochi hanno
scelto di entrarci.
Come per gli ultimi presidi, si è registrato un numero sempre più
crescente di persone che, una volta avvicinate e messe a conoscenza della campagna, ha scelto di allungare la propria passeggiata altrove.
Il negozio, spesso semi vuoto, ha solo facilitato il compito di
convincimento da parte degli attivisti verso persone indecise se
entrare o meno nel grande magazzino.
Un piano terra senza clienti, con commesse e personale della sicurezza che fissavano infastiditi i manifestanti, non creano di certo un bel clima per chi vuole entrare anche solo per curiosare, o centellinare le ultime gocce di tredicesima rimasta.
I risultati già ottenuti dalla campagna AIP e la triste ostinatezza di
Coin, nel non voler liberarsi definitivamente di tutti i prodotti
confezionati con pelo animale, rinforzati da un supporto video ( due
pc portatili ed uno monitor TV ) non hanno lasciato di certo
indifferenti molti (ex) clienti del grande magazzino.
Come per gli altri presidi, anche sabato scorso, i responsabili del
punto vendita riminese hanno ben pensato di far sparire la cassetta
delle lamentele, suscitando solo stupore in tutte quelle persone
entrate liberamente per consegnare i propri dissensi sulle scelte di
vendita del gruppo Coin.
Di certo unazione del genere non può far altro che evidenziare,
piuttosto che nascondere, lottusità di chi non vuole ascoltare le
urla di milioni di animali che ogni anno muoiono in lager specisti.
Il gruppo Coin ha trascorso un pessimo mese di dicembre,con le
festività di natale e la data di apertura dei saldi, intaccati in
maniera innegabile, a Rimini come in tante altre città italiane.
Tre ore di presidio con megafoni, pc portatili, televisori, cartelloni
e volantini non hanno nessun costo per chi ha scelto di abbracciare la campagna, nessun costo ma una sola necessità.
Necessità di non voler più vedere gonfiarsi annualmente i portafogli di chi investe a sua volta denaro in una moda assurda come questa.
Fino a quando dai negozi Coin non spariranno tutti i prodotti con
inserto in pelo animale, ci saranno persone disposte a rendere noto
quanto sia violenta, frivola e sanguinosa la moda e la politica
aziendale di vendita di questo gruppo.
AIP ROMAGNA AIP RIMINI


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