BOLOGNA: UN'ALTRO WEEK-END CONTRO COIN
Non tutti sono più buoni a Natale
Grande weekend di proteste in tutta Italia: 6 presidi il sabato e 10 (!!!!) la domenica.
Bologna ci mette del suo con 1 presenza il sabato e ben 2 la domenica per scaldare anche questo fine settimana di shopping natalizio.
Armati della solita rabbia, volantini, megafoni e cartelloni, una ventina di attivisti si è data appuntamento davanti alla sede degli aguzzini di via Rizzoli. Appena arrivati abbiamo la conferma che la nostra presenza infastidisce il direttore, infatti viene appeso un grande manifesto ad una delle vetrine di COIN dove ancora una volta si cerca di ingannare i potenziali clienti definendosi “azienda etica” quando sappiamo benissimo che la loro etica è quella che si studia sui libri di economia:
"Ai fini di un'informazione corretta e completa desideriamo comunicarvi che Coin propone un'ampia offerta di marchi italiani ed internazionali e che, già da tempo, ha fortemente sensibilizzato tutti i suoi partner a non rincorrere l'utilizzo di pelo animale.
Vi informiamo inoltre che Gruppo Coin eliminerà tutti i capi in pelo animale dai negozi OVS INDUSTRY dall'autunno 2008.
Desideriamo informare che l'azienda opera nel rispetto di tutte le norme esistenti e che da sempre ha dimostrato forte sensibilità verso i temi di responsabilità sociale, come ha fatto di recente bloccando le forniture dall' ex Birmania fino a ripristino dei diritti civili.
Le azioni precedentemente indicate sono già state portate a conoscenza di delegati di Campagna AIP, che nonostante i tentavi di Gruppo Coin di instaurare un dialogo aperto e costruttivo tra le parti prosegue comunque le sue manifestazioni di proteste."
Gruppo Coin
L’arroganza del direttore non finisce però qui in quanto abbiamo saputo che, infastidito dalla nostra presenza, si è lamentato in questura insistendo per restrizioni più severe ai nostri danni.
Con ancora più rabbia in corpo il presidio si è svolto in maniera efficace con volantini e slogan contro chi rende ancora possibile un vero e proprio massacro nel nome di una moda folle e con una buona partecipazione dei passanti soprattutto nella giornata di domenica, dove il banchetto di raccolta firme e informazione ha particolarmente interessato i bolognesi che si sono ampiamente meravigliati di ciò che si cela dietro queste vetrine addobbate a festa.
Sappiamo benissimo che una corretta informazione su come una vita viene barbaramente spezzata per diventare un inutile addobbo per un capo di vestiario non lascia le persone indifferenti ed il fatto che molti decidano di non entrare nel negozio dopo aver appreso la realtà dei fatti ne è la più viva testimonianza.
Sicuri di aver sortito un effetto negativo sull’immagine e sull’incasso di queste giornate di shopping sfrenato rassicuriamo il direttore di COIN che non ci sarà per loro tregua fintanto che continueranno a permettere che 40 milioni di animali all’anno vengano allevati per essere uccisi in nome di una moda assassina.
BOLOGNA VEGAN CREW

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