Se non fosse evidente finora quanto il Gruppo Coin è intimorito dalla nostra campagna di boicottaggio e proteste, che stanno rovinando allo stesso tempo molti pomeriggi di lavoro e la loro immagine, adesso ne abbiamo la prova: alcuni clienti hanno consegnato a nostri attivisti una lettera che viene distribuita all'interno dei negozi Coin in occasione delle proteste, lettera di cui sapevamo già da alcuni fonti interne.
Questa lettera altro non è che un tentativo di rifarsi l'immagine e scusarsi con i propri clienti per il disagio, cercando con giri di parole di sviare il discorso inserti di pelliccia dentro i loro negozi.
Siamo stanchi di sentir parlare di "rispetto delle norme vigenti", quando secondo queste norme è perfettamente legale rinchiudere un animale in gabbie minuscole, ucciderlo con scosse elettriche o spezzandogli il collo, scuoiarlo e trasformarlo in un colletto venduto nei corner di Coin. Le norme vigenti rispettano solo alcune specie animali, quelle verso cui c'è una sensibilità più diffusa, ma considerano le altre come semplici oggetti. Non ci interessa il rispetto di queste norme ma un rispetto etico verso tutti gli esseri viventi.
Inoltre viene da pensare come si possa dire che "Coin non può e non deve, influenzare le scelte stilistiche delle diverse Marche", come se la vita di quegli animali scuoiati e uccisi barbaramente possa essere una mera "scelta stilistica".
Chiediamo e continueremo a chiedere quindi a Coin di fare quello che loro stessi si vantano di fare, cioè "esercitare una pressione volta a non ricorrere all'uso di pelo animale". Questa pressione non si può peròlimitare ad un blando invito, quello che l'azienda ha fatto ai propri fornitori, deve invece diventare un netto rifiuto ad ospitare nei propri punti vendita i cadaveri di animali scuoiati, siano essi conigli, volpi, visoni o procioni.
Fino a quel momento non c'è lettera per i clienti che tenga, le proteste continuano!
Questo il testo della lettera che riceverete se fate una passeggiata in un negozio Coin durante un presidio:
"Gentili Clienti,
Pur comprendendo le motivazioni della protesta che si sta svolgendo davanti al nostro negozio e scusandoci per gli eventuali disagi desideriamo fornirVi un'informazione più completa.
Sul tema delle pellicce animali, Coin ha intrapreso da tempo un percorso di forte sensibilizzazione, avviando anche con l'AIP, che promuove la manifestazione attualmente in corso, un dialogo aperto e costruttivo.
In tale percorso abbiamo deciso di limitare la nostra offerta a capi con pelliccia di animali destinati alla catena alimentare.
A conferma del suo impegno e seritetà, Coin, ben prima dell'inizio di questa protesta aveva coinvolto anche tutti i propri Brand Partner, invitandoli a seguire lo stesso orientamento e facendosi protavoce di tale sensibilizzazione.
Un Department Store offre ai propri clienti varietà di proposte provenienti da diversi Brand italiani ed internazionali. In questo senso Coin non può e non deve, influenzare le scelte stilistiche delle diverse Marche; può, al massimo, esercitare verso le stesse una pressione volta a non ricorrere all'uso di pelo animale, cosa che ha già fatto con una lettera ai propri fornitori inviata a giugno di quest'anno.
Coin garantisce ai propri clienti che è sua politica vigilare sul rispetto di tutte le norme esistenti e che, nel caso del pelo animale, i prodotti da noi commercializzati rientrano nel pieno rispetto delle norme vigenti.
Gruppo Coin è da sempre sensibile ai temi sociali con numerose iniziative; ne ha dato prova anche recentemente, interrompendo qualsiasi relazione commerciale con i produttori della Birmania."