UFFICI DIREZIONALI GRUPPO COIN
Dentro gli uffici di chi decide

MESTRE, 26 OTTOBRE
Dopo un primo presidio di “avvertimento” svoltosi a Firenze due
settimane fà era giunto il momento di dare un assaggio delle proteste AIP alle persone che da COIN determinano le scelte aziendali, e allo stesso tempo informare i dipendenti di che cosa si rende complice l’azienda per cui lavorano. Siamo sicuri che molti dipendenti siano inorriditi dalla vendita di inserti in pelliccia nei grandi magazzini per i quali lavorano, e oggi ne abbiamo avuto la prova. Quasi tutte le macchine che abbiamo accolto all’uscita della giornata lavorativa si sono fermate per prendere i nostri volantini informativi sull’industria della pelliccia e sull’aiuto che ogni dipendente di COIN può dare alla campagna AIP facendo presente alla direzione della propria opposizione alla vendita di inserti in vero
pelo animale oppure fornendo qualsiasi tipo di informazione utile
alla campagna.
Mentre alcuni attivisti distribuivano volantini e mostravano loro le immagini di animali imprigionati nelle gabbie e scuoiati negli allevamenti altri spiegavano alle persone negli uffici i motivi della nostra protesta con l’aiuto di cori e megafono.
E a quanto pare dentro gli uffici le nostre parole si sentivano forte e chiare perché, dopo circa mezzora di presidio, l’amministratore delegato del Gruppo COIN in persona è uscito sotto la pioggia battente per invitare alcuni attivisti nel suo ufficio per un colloquio. Per un’ora due attivisti hanno discusso con l’amministratore delegato e il suo vice delle richieste della Campagna AIP, mentre fuori una quindicina di attivisti continuava con la protesta. Nel colloquio COIN ha ribadito la sua posizione per quanto riguarda la
vendita di inserti in pelliccia neicorner dei suoi punti vendita.
I dirigenti di COIN hanno ammesso di non aver nemmeno visionato i
filmati e la documentazione sull’industria della pelliccia che AIP gli aveva spedito prima dell'inizio della campagna.
Hanno pure detto di aver considerato l’uso di alternative sintetiche
agli inserti in pelliccia veri, ma secondo loro non erano abbastanza
morbidi e i peli si sfilacciavano...
Per quanto riguarda questo colloquio forniremo a breve informazioni più dettagliate.
Una cosa è certa, a COIN le proteste danno molto fastidio.
A più riprese durante il colloquio l’amministratore delegato ha chiesto ai due attivisti di far smettere i cori “COIN assassini” che giungevano da fuori. I dirigenti stanno tentando di vendere un’immagine dell’azienda attenta ai problemi ambientali e al rispetto dei diritti umani e non sopportano che il loro marchio venga 
associato al massacro di milioni di animali e alla devastazione
ambientale provocati dall’industria della pelliccia.
Per loro, le montagne di cadaveri di animali scuoiati che si
ammassano alla fine della stagione di produzione negli allevamenti
da pelliccia rappresentano solo facili profitti.
Ora sta a noi fargli capire che non importa quanto poco valore essi diano alla vita degli esseri viventi, organizzando proteste mostreremo a tutta Italia il sangue che gronda dai grandi magazzini COIN.


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