VITA E MORTE DEI VISONI DI ALLEVAMENTO

di Enrico Grassiani

Il visone regna incontrastato nel mondo della pellicceria; con oltre trenta milioni di pelli prodotte all'anno si pone saldamente in testa alla graduatoria.

Vengono allevati in gabbie di filo di ferro; queste gabbie sono della misura appena sufficiente all'animale per non rovinarsi il manto rigirandosi; spesso nonostante siano animali solitari, vengono posti assieme (anche tre o più per gabbia) con il rischio di conseguenti zuffe. La rivista specializzata Turistalous si lamenta che: "negli ultimi anni il problema principale per gli allevatori è la mancanza di gabbie; perciò gli allevatori tengono spesso troppi animali per gabbia. Nel 1980 in Finlandia l'11,5% delle pelli furono danneggiate da morsi; ciò ha causato un notevole ribasso del prezzo e un significativo danno complessivo". Questo estratto permette di confermare quanto scritto da Lambertz: "Legge suprema per gli animali è il massimo profitto dell'allevamento". Per questo motivo gli animali sono tenuti sotto delle tettoie in modo che non prendano l'acqua ed il sole; si tratta di elementi che possono danneggiare il pelo; sono invece esposti ai gelidi venti nordici: essi stimolano la produzione di pelo folto e redditizio.

A seguito di approfonditi studi si è giunti ad ottenere una miscela di vari componenti nutritivi, che viene distribuita a polpette sopra la gabbia; questo infatti comporta un notevole risparmio di tempo. Gli animali lo leccano attraverso le sbarre della rete, ma quando la temperatura è di molti gradi sotto lo zero la lingua degli animali si attacca al metallo per congelamento; nei casi più gravi, pezzi di lingua o l'intera lingua rimangono attaccati alle sbarre; in questo caso l'animale dev'essere ucciso. Nel cibo vengono miscelati medicinali, psicofarmaci (per inibire l'aggressività) ed altre sostanze.

I visoni sono molto amanti dell'acqua, ma negli allevamenti la vedono solo attraverso una valvola a pressione che devono imparare a spingere col naso; quando in inverno si rischia il congelamento l'acqua viene miscelata al cibo, con una certa quantità di anticongelante.

Quando giunge il periodo delle nascite si compie uno dei maggiori drammi del mondo degli allevamenti. Gli animali sono stressati dai cicli riproduttivi forzati; spesso parte dei piccoli viene uccisa dalla stessa madre; altra parte muore per le condizioni disagevoli, altri muoiono per malattie e negli allevamenti più trascurati alcuni scivolano fra le maglie rotte del fondo della rete, cadendo sugli escrementi.

Gli incroci selettivi attuati per soddisfare le esigenze del mercato, hanno portato ad una serie di menomazioni che però sono con siderate di scarsa importanza (sordità, nevrosi ecc.): esse non incidono sul valore della pelle.

Ci si può chiedere come sia possibile che gli allevatori accettino che gli animali rischino di ferirsi, di morire o di danneggiarsi il manto con certe pratiche d'allevamento: bisogna però tener conto che è economicamente preferibile la sopravvivenza di 80 animali su 100, allevati in spazi ristretti, che la sopravvivenza di tutti i soggetti su uno spazio triplo o quadruplo; uno spazio maggiore comporta maggiori costi per la pulizia, più tempo per distribuire il cibo, maggiori difficoltà di sorveglianza ecc. Quindi, a parità di spazio usato, è meglio che sopravvivano 800 animali su mille nati, piuttosto che 493 su 500.

LA SOPPRESSIONE

Dalla stessa opera: "Non è vero che gli allevatori adoperino sistemi crudeli per eliminarli (gli animali); esistono intanto leggi e norme anche su questi metodi, al fine di garantire la produzione e l' equilibrio degli animali; è un aspetto morale che viene sempre rispettato". Questo è ciò che dicono i pellicciai. Leggiamo ora cosa dicono gli allevatori nei manuali diretti non al pubblico ma ad altri allevatori od aspiranti tali: "Nel presente capitolo esponiamo i metodi più usati nell'uccisione degli animali ed i danni che potrebbero derivare da una tecnica mal applicata... Uso di gas... in un allevamento di volpi in Norvegia era usata una vera e propria camera a gas.., il gas usato era il monossido di carbonio. Gli agenti che normalmente vengono usati con il sistema dell' uccisione a mezzo di gas sono i seguenti: cloroformio, acido cianidrico, tetracloruro di carbonio, monossido di carbonio ecc. (Domenico Scaramella, Animali da pelliccia, Ed.agricole). Oggi, secondo Lambertz, gli agenti più usati sono i gas di scarico d' auto o il biossido di carbonio (quello che fa le bollicine nelle bibite), che causano una lunga morte per soffocamento.

Continuiamo a leggere:"Rottura delle ossa cervicali-salvo in casi in cui si operi su animali in stato di narcosi questo sistema presenta difetti comuni ad altri, che determinano una forzata manipolazione della bestia, con conseguenze spesso imprevedibili, e per l' operatore e per la pelliccia si parla inoltre di iniezioni e di corrente elettrica, ma di aspetti morali e di leggi o norme nemmeno l' ombra. Dalla stessa opera: colpo contundente al muso-si adopera largamente, specie in Europa. Nel caso del visone, per esempio, il colpo viene inferto con un maretello, ovvero meglio ancora con una palettadi ferro, direttamente verso il muso dell' animale. Se l'operazione è condotta bene l'animale morrà istantaneamente e senza soffrire". Questa è forse la frase più sinistra di tutto il libro.

Si conclude: "In definitiva tutti i sistemi presentano dei lati negativi e dei lati positivi. Ad alcuni da imputare una eccessiva pericolosità per l'operatore, per altri sono da considerare le condizioni nelle quali viene a trovarsi il corpo dopo la morte; per esempio nel caso dell'energia elettrica si constata una rigidezza che rende più difficile l'operazione della scuoiatura. In altri casi si perde il vantaggio di riutilizzare la carne.

Salvo qualche fugace accenno, in questo capitolo non si parla della sofferenza degli animali; in ogni caso chiunque comprende come Lambertz avesse ragione nell'affermare che il benessere dell'animale viene posto come condizione secondaria e facoltativa negli allevamenti, tranne quando questo migliora la qualità della pelliccia. Tipico il caso del cincillà: fonte di benessere per lui è il bagno di sabbia; senza di esso il suo manto tende ad arruffarsi: ecco perché tutti i manuali sulo tema parlano della necessità di questo bagno.
Si noti infine che la convenzione del consiglio d'Europa sulla protezione degli animali da macello riguarda solo solipedi (animali con zoccolo in un pezzo solo), ruminanti, suini, conigli e pollame. Si escludono quindi fino ad oggi (1987) gli animali da pelliccia. Essi sono bensì compresi nella convenzione sugli animali da allevamento dello stesso Consiglio, ma essa è molto "elastica.

Tratto da: "Dove nascono le pellicce", III ediz. autunno 1988, pubblicato dal "Comitato Europeo per la protezione degli animali da pelliccia".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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