PELLE, LANA E SETA SFRUTTANO ALLO STESSO MODO DELLE
PELLICCE

tratto da Vegan Life Style

PELLE

"La pelle e' uno dei prodotti che si ottengono, in maniera indiretta, dalla macellazione, dato che gli animali non vengono uccisi solamente con lo scopo di fornire la materia prima che, lavorata, diviene cio' che viene utilizzato con il nome di "pelle". Ma questa considerazione, che puo' sembrare una scusante per continuare ad utilizzare capi ed oggetti in pelle, non puo' e non deve esserlo, in virtu' di alcune considerazioni.

La pelle e' frutto di morte. Anche se gli animali non vengono uccisi appositamente per ottenerla, rimane comunque il fatto che per avere la pelle e' necessaria la morte dell'animale; il fatto che possa essere considerata un prodotto marginale dell'industria della carne non e' rilevante dal punto di vista etico; utilizzare un prodotto del genere significa sempre e comunque alimentare finanziariamente l'industria della morte e dello sfruttamento animali.

La pelle e' inquinante. La pelle viene spacciata spesso come naturale e bio-degradabile. Ma la pelle, cosi' come sarebbe al suo stato naturale, non potrebbe essere utilizzata per nulla, dato che marcirebbe velocemente; e infatti prima di essere utilizzata, la pelle viene trattata nelle concerie, con un processo che e' altamente inquinante, dato che si usano molte sostanze tossiche. Inoltre per il processo viene richiesta una gran quantita' di energia, e infatti le concerie possono essere paragonate all'industria della carta, dell'acciaio e del petrolio in quanto a consumo energetico. Dunque, contrariamente all'idea diffusa, un paio di scarpe fatte in materiale sintetico risultano, guardando al processo produttivo, meno inquinanti di un paio di scarpe in pelle, anche se puo' sembrare paradossale.

Il mercato della pelle richiede sempre piu' pelli esotiche. Infine non bisogna dimenticare di tutte quelle pelli che hanno origine esotica; ad esempio pelli di coccodrillo, di serpente, di zebra, di elefante, di canguro e molte altre. Spesso queste pelli provengono da specie animali in via di estinzione, e questo commercio contribuisce allo sterminio di molti animali esotici, cacciati solo per questo scopo.

LANA

La lana fa parte di quei prodotti che a prima vista non sembrano particolarmente "cruenti", ma in effetti anche questo e' un mercato nel quale, come in tutti gli altri casi di prodotti di derivazione animale, lo sfruttamento e la sofferenza sono inevitabili in quanto determinati dalla costante ricerca del profitto.
La maggior parte della lana, a livello mondiale, proviene dalla Australia; essendo un mercato grande e proficuo, le greggi sono composte da migliaia di pecore, e quindi, come diretta conseguenza, l'attenzione per le necessita' ed i problemi del singolo animale diventa anti-economico. Come negli altri tipi di allevamento di massa, un alto livello di mortalita', soprattutto nelle prime settimane di vita, viene considerato normale, ed e' compensato economicamente appunto dal gran numero di animali presenti nel gregge.

Ma anche per i capi di bestiame che sopravvivono, la vita nel gregge non e' facile. Poche settimane dopo la nascita, vengono tagliate le code, senza anestesia, e per gli agnelli si procede con la castrazione (anch'essa praticata quasi sempre senza anestesia).
In seguito, si procede con un'altra barbara mutilazione, che consiste nello strappare ampie strisce di pelle dalle zampe posteriori, attorno alla zona dell'ano. In Australia, la razza di pecore piu' comunemente allevata e' la merinos, appositamente cresciuta con la pelle grinzosa, cioe' dotata di molte pieghe, grazie alle quali la lana prodotta e' maggiore rispetto ad una pecora normale. Questo sovraccarico innaturale di lana causa spesso problemi durante i periodi piu' caldi, poiché gli animali sono sfiniti dalla calura, e nelle pieghe della pelle si accumulano facilmente urine e feci. Sono quest'ultime che attirano le mosche ad a deporre le loro uova, causando notevoli problemi agli animali quando nascono le larve. Ed e' appunto per cercare di prevenire questo che gli allevatori strappano larghi brandelli di pelle alle pecore; ciononostante, spesso le mosche arrivano a deporre le uova sulle ferite sanguinanti, prima che abbiano il tempo di guarire, ma benche' ci sia il sospetto che questa pratica possa causare la morte di piu' animali di quanti non ne salvi, la barbara mutilazione continua.

Le pecore vengono tosate in primavera; i tosatori vengono usualmente pagati per volume e non per ora, e questo significa che lavorano il piu' veloce possibile, usualmente senza la benche' minima cura per l'animale. Inoltre, risulta molto importante il momento in cui viene effettuata la tosatura, dato che se viene fatta troppo tardi si perde lana, e quindi soldi; percio', nell'affrettarsi generale, ogni anno un gran numero di pecore muore perché esposta alle intemperie dopo una tosatura troppo prematura. Infine, mostrando ancora una volta la perfetta analogia con gli altri tipi di allevamento moderni, le pecore, quando iniziano a diventare "improduttive", vengono immediatamente mandate al macello per essere sostituite con degli animali piu' giovani e redditizi.

E' inutile sottolineare come prima di arrivare al macello, le pecore siano quasi sempre costrette ad un lungo ed estenuante viaggio, durante il quale spesso non hanno neanche la possibilita' di bere e mangiare; inoltre si deve anche tener conto che le pecore sono animali timidi per loro natura, e si spaventano facilmente, per cui soffrono molto dello stress del viaggio, oltre di quello causato dalla vita nell'allevamento.

SETA

"Baco da seta" e' il nome comune utilizzato per designare la larva di molte specie differenti di farfalle. La seta non e' altro che la sostanza secreta da tali larve per crearsi un bozzolo dove poter effettuare la metamorfosi in farfalle - l'uomo la ottiene appunto mediante l'uccisione delle larve prima che si trasformino in farfalle, per poter prendere il bozzolo e filarne la seta. I bachi possiedono un paio di ghiandole salivarie speciali, chiamate appunto ghiandole della seta, utilizzate per creare questo bozzolo. Le ghiandole producono un fluido chiaro, viscoso e proteico, che viene secreto dalla bocca della larva; una volta a contatto con l'aria solidifica, divenendo quello che viene indicato come seta.

La prima fase produttiva consiste nel far deporre le uova del baco da seta in un ambiente controllato, come una scatola di alluminio, per poi esaminarle per assicurarsi che siano sane. Le femmine depositano 300-400 uova alla volta; nello spazio di un foglio A4 una cinquantina di farfalle possono arrivare a deporre piu' di 20.000 uova. Le femmine muoiono quasi subito aver deposto le uova, ed i maschi vivono solamente poco tempo in piu'. Le uova vengono tenute in condizioni ottimali per temperatura e per assenza di possibili malattie. Dopo circa 10 giorni le larve nascono; vengono messe sotto uno strato di garza e nutrite abbondantemente (di solito con foglie di gelso tritate). Quando le larve hanno raggiunto la crescita massima dopo circa 4-6 settimane, smettono di mangiare, cambiano colore e si attaccano alla superficie dove si trovano per iniziare a creare il bozzolo di seta (processo che dura dai 3 agli 8 giorni) dentro il quale dovrebbe avvenire la metamorfosi in farfalla.

Dopo questa trasformazione, la crisalide inizierebbe a secernere una sostanza che distruggerebbe il bozzolo, permettendole quindi a metamorfosi finita di uscire; per questo, quando i bozzoli sono completi, la crisalide viene uccisa: i metodi piu' comuni sono l'immersione in acqua bollente e l'utilizzo di vapore. Dopo questa operazione, la seta deve essere filata velocemente, per evitare che la crisalide inizi a marcire rovinandola.

Esistono diversi tipi di bachi da seta utilizzati nella produzione della seta, ma il piu' comune e' il Bombyx mori. Il Bombyx mori e' nativo della Cina, ed e' stato introdotto in Europa e nell'Asia occidentale nel sesto secolo, e nel nord America nel diciottesimo secolo. Il Bombyx mori e' stato quindi allevato per molti secoli, e attualmente non esiste piu' in natura.

La seta viene prodotta principalmente in Tailandia (dove l'attivita' e' svolta per lo piu' da contadini, che spesso la lavorano a mano) e in Giappone e Cina (con produzione piu' industrializzata, con l'utilizzo di macchinari).

La seta tailandese viene filata a mano dai bozzoli, che contengono la crisalide ancora viva; infatti le crisalidi non vengono uccise prima, perche' renderebbero piu' difficoltoso il lavoro di filatura.

La seta cinese e giapponese proviene da bozzoli piu' grandi, e che quindi ben si prestano alla filatura tramite macchinari, che produce un filamento continuo lungo solitamente fra uno e due chilometri. Il baco da seta utilizzato in Giappone e Cina e' un tipo allevato selettivamente in maniera da ottenere il massimo profitto; mentre in Tailandia la produzione di seta e' di 26 kg per ettaro, in Corea si sale fino a 80 kg per ettaro e in Cina si arriva a produrre 125 kg per ettaro.

La produzione della seta ha molto in comune con i moderni allevamenti di animali, il baco da seta e' un semplice oggetto che viene eliminato dopo che ha svolto il suo "compito" - dopo aver prodotto il bozzolo - e quello che conta sono soprattutto i numeri, per cui il fatto che il baco e le farfalle siano esseri viventi diventa assolutamente irrilevante. La seta e' un prodotto cruento, ed e' perfettamente sostituibile con fibre vegetali o sintetiche, come il nylon, piu' resistenti ed economiche.

 

 

 

 

 

 

 


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