Campagna AIP






RESOCONTO
2° giorno

VENERDI' 7 DICEMBRE

In occasione del presidio davanti ai cancelli degli Uffici Direzionali del Gruppo COIN a Mestre (VE) svoltosi il 26 ottobre scorso alcuni attivisti della campagna AIP avevano avuto un colloquio con l’amministratore delegato Stefano Beraldo, nel quale erano state ribadite le posizioni di ambedue le parti.

COIN continua ad accettare inserti in pelliccia dai marchi esterni, mentre alla campagna ovviamente questo non può andare bene.
Agli animali tenuti in gabbia per tutta la vita e uccisi per elettrocuzione anale poco importa se chi li uccide lo faccia per conto del marchio COIN oppure per Dolce & Gabbana o Armani.

In seguito però, in diversi punti vendita COIN bersagliati dalle proteste, i grandi magazzini hanno distribuito dei volantini in cui, accanto a patetici tentativi di spacciarsi per un’azienda etica, hanno cercato di fingere di non essere al corrente delle nostre richieste. Inoltre, a persone che avevano spedito e-mail di protesta, COIN ha risposto in modo aberrante, in una pessima mossa di public relations.

Riportiamo alcune citazioni tratte dalla risposta e-mail di COIN, a proposito della campagna AIP:

(…) Quanto compare nel sito dell'Associazione costituisce solo disinformazione "ad effetto" ed è un invito ad assecondare le loro iniziative comunque, anche negando la realtà. (…) Crediamo che questa sia la corretta informazione da diffondere, valutando se sia proprio giusta e senza secondi fini l'azione così insistente intrapresa dall'AIP.

Oltre che menzogne questi sono insulti.

Non solo agli attivisti, ma soprattutto agli animali.

COIN non poteva inventarsi una mossa peggiore di questa, per motivare gli attivisti…

Venerdì 7 dicembre ci rechiamo di nuovo davanti ai cancelli degli Uffici di COIN.
Questa volta però non c’é più spazio per colloqui o trattative.
Per due ore urliamo tutta la nostra rabbia ai dirigenti di COIN seduti nei loro uffici, persone che con una firma possono decidere del destino di decine di migliaia di animali uccisi per confezionare colletti da vendere nei loro grandi magazzini.
“ASSASSINI”, “SANGUE SULLE VOSTRE MANI”, “LA VITA DI MILIONI DI ESSERI VIVENTI, SULLA COSCIENZA DEI VOSTRI DIRIGENTI!”, ecco cosa si sentiva dentro a quei lussuosi uffici venerdì mattina.

Nel pomeriggio ci spostiamo davanti al negozio di Mestre (VE), situato all’interno di un grande centro commerciale in una piazza del centro molto trafficata.
Moltissime persone si fermano al banchetto, prendono i volantini su COIN e visionano la mostra fotografica sull’industria della pelliccia.

Molto positivo il fatto che sono presenti diversi attivisti locali che si sono uniti al gruppo “in tour”.
Tutti insieme ci riscaldiamo a suon di slogan, con l’aiuto di tre megafoni, che fanno sì che le nostre voci arrivino oltre le porte dentro il negozio COIN, in modo che ogni potenziale acquirente possa essere informato del fatto che ogni centesimo speso da
COIN va a finanziare un’azienda che si rende complice di tagliole e camere a gas.



TORNA ALL' INDICE DEL CARAVAN TOUR



TORNA ALL'HOME PAGE