Campagna AIP

ANCHE L’ALLEVAMENTO PISACANE DI SAVONA HA CHIUSO

Il declino dell’allevamento di visoni in Italia è sempre più evidente

Nell’aprile 2010 Pisacane Alessandro, proprietario e gestore da 35 anni di un allevamento di visoni a Santuario, in provincia di Savona, ha dichiarato che avrebbe cessato l’attività col finire dell’anno. Un team investigativo di Aip è andato nei primi giorni di febbraio 2011 a constatare se le dichiarazioni di Pisacane fossero vere o solo menzogne dette ai giornali per far cessare le proteste nei suoi confronti.

Le fotografie scattate e che pubblichiamo sono abbastanza eloquenti: quello che i nostri attivisti hanno trovato è un allevamento vuoto e già in parte dismesso. Alcuni capanni non ci sono più, di altri rimangono solo le tettoie, di un paio qualche fila di gabbie vuote. L’odore degli animali e degli escrementi era ancora presente nell’aria, ricordo di 30 anni in cui su questo terreno sono stati prigionieri e uccisi col gas migliaia di individui ogni anno. Ma la vista di un altro lager che sta scomparendo è un’immensa gioia ed è il segno che le cose possono cambiare.

Potete visionare tutte le foto a questo link: http://www.flickr.com/photos/campagnaaip/sets/72157625920949917/show/

L’allevamento Pisacane è stato oggetto di ben due liberazioni dei visoni dalle gabbie da parte di anonimi attivisti.
20/03/07: 600 visoni liberati e fuggiti
14/12/08: centinaia di visoni liberati

Nel dicembre 2009 un sopralluogo Asl ha riscontrato condizioni igieniche pessime, ma soprattutto la presenza di tettoie in amianto (come quelle di maggior parte dei vecchi allevamenti di visone in Italia) a poca distanza dalle case e da un asilo. L’ordine è stato quello di ripristinare l’area e smantellare i capanni, affrontando una grossa spesa. Approfittando della pressione a cui era sottoposto Pisacane, ad aprile è stata organizzata da Aip e Genova Antispecista la prima protesta ad un allevamento di visoni, con una cinquantina di persone che si sono ritrovate agguerrite davanti a casa degli allevatori. Poche settimane prima erano comparse scritte contro Pisacane sulla facciata della chiesa della frazione Santuario, dove è situato l’allevamento. Tutto questo ha portato la famiglia Pisacane ha dichiarare ai giornali che non ne potevano più di pressioni, azioni e proteste e che avrebbero chiuso a fine anno.

Adesso del lager Pisacane non rimane che un brutto ricordo.
Un risultato che attendiamo per gli ultimi allevamenti presenti in Italia.

Per la liberazione animale,
Campagna Aip

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