Il mese di dicembre, quest'anno, ha rappresentato per noi il culmine delle proteste anti pellicce.
Tavoli informativi, presidi fissi e itineranti, arricchiti dalla partecipazione alla grande manifestazione di Firenze, hanno fatto sì che durante questo mese (grondante sofferenza e sangue più degli altri) si sia cercato di far uscire un po' del dolore e dell'agonia degli animali chiusi nelle gabbie degli allevamenti, questa volta allevamenti da pelliccia.
Bologna,Cesena, Rimini, Pesaro... siamo stati presenti ogni fine settimana nei centri delle città per mostrare video, offrire volantini, informare e mostrare ai passanti presi dal delirio festivo quanta sofferenza ci sia dietro i loro acquisti.
Per rendere ancora più incisiva la nostra presenza, abbiamo cercato di rappresentare questa sofferenza vestendoci con tute bianche imbrattate di sangue e stendendoci al suolo come tanti cadaveri, mentre una figura nera con addosso un colletto in pelliccia e in mano un cero funerario aleggiava sui corpi inermi.
Passanti incuriositi, ma soprattutto interessati e stupiti da quanto vedevano per la prima volta. Diverse persone avevano indosso capi con inserti in pelliccia senza saperlo: se li sono tolti di dosso davanti a noi e ce li hanno lasciati, ormai consapevoli di aver indossato cadaveri, dandoci la possibilità di mostrarli durante gli eventi successivi.
Diverse signore impellicciate se ne sono andate stizzite e offese, ma evidentemente colpite e, ci auguriamo, preoccupate di mostrarsi ancora con indosso tanta crudeltà.
Ulteriore nota positiva è stato l'avvicinarsi di nuove persone che si sono affacciate per la prima volta e hanno preso parte alle iniziative in maniera continuativa ed efficace.