Campagna AIP

IN ATTESA DEI PRESIDI DELL'8 GENNAIO

Per saperne di più sui lager gestiti dalle famiglie Rossi e Gasparini Casari

Con la giornata di mobilitazione dell’8 gennaio abbiamo deciso di puntare i riflettori su due dei lager per visoni presenti sul territorio italiano, due delle fabbriche della morte in cui gli animali vengono fatti riprodurre in serie ed uccisi con il gas.

Gli allevamenti di Rossi Italo e quello di Luciano Gasparini Casari, adesso gestito dai figli Carlo e Marco, sono attivi da 40 anni eppure stiamo notando che molti non sapevano dell’esistenza di simili posti in Italia, non ne conoscevano i nomi e gli indirizzi, non erano a conoscenza di lager per animali vicino a casa loro. Speriamo che questo silenzio possa finire e tutti sappiano, che questi presidi possano solamente essere una scintilla di una lotta fino alla chiusura di tutti gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia.

Ci sta inoltre a cuore far sapere qualcosa in più riguardo i due allevamenti dove andremo a protestare e far sentire la nostra voce. Queste sono le prime proteste mai organizzate contro di loro, tra le prime davanti ad allevamenti di visone in generale, un evento quasi storico nella lotta per la liberazione animale in Italia, ma non sono certo il primo assaggio del disgusto che così tanti provano per il loro lavoro.
Negli anni dal 1986 ad oggi quasi tutti gli allevamenti di visone in talia hanno subito azioni dirette, siano state esse sabotaggi o liberazione degli animali dalle gabbie. Anche i due allevamenti di Modena non ne sono stati esenti.

Il risultato di azioni come queste è stato per molti allevatori la chiusura. Da adesso uniremo la nostra voce a quella di chi finora ha agito giocoforza nell’ombra ma con l’appoggio di migliaia di persone sensibili al dolore e la sofferenza degli animali. Saremo lì a dare voce a quei prigionieri che non vengono uditi e non vengono considerati nemmeno tali.
Saremo lì perché vogliamo che quei capanni diventino vuoti e in rovina, come molti di quelli che sono stati documentati negli anni scorsi e di cui vi invitiamo a visionare le immagini.

CRONOLOGIA DI AZIONI CHE HANNO COLPITO GLI ALLEVAMENTI DI ROSSI ITALO E LUCIANO GASPARINI CASARI

  • 04/12/01: Allevamento Gasparini Casari, Novi di Modena: liberati 7000 visoni
  • 05/11/08: Allevamento Gasparini Casari, Novi di Modena: liberati 2000 visoni
  • 09/02/09: Allevamento Rossi Italo, Fossoli: liberati 3000 visoni
  • 30/04/09: Allevamento Gasparini Casari, Novi di Modena: incendiate due auto dentro il cortile di casa

RASSEGNA STAMPA E DI COMUNICATI ALF AL RIGUARDO

DICEMBRE 2001 – NOVI DI MODENA

Da Il resto del Carlino

Blitz, liberati settemila visoni
NOVI — Settemila visoni “liberati” nella notte, centinaia già finiti uccisi sotto le auto o perché si sono azzannati fra di loro, altri uccisi a fucilate dai contadini che si sono visti costretti a salvare i propri allevamenti di pollame, messi a repentaglio dall'aggressività di questi animali da pelliccia. E' tutto un ecosistema che rischia di subire danni notevoli, a causa dell'atto vandalico, compiuto a S.Antonio Mercadello, tra Novi e Rovereto Secchia, da un gruppo di animalisti dell'Alf. Il bersaglio è stato l'allevamento di Luciano Gasparini Casari, in via Mazzarana.
Gli autori hanno lasciato la firma su un tendone scrivendo in rosso la sigla di quell'associazione mondiale che si prefigge la liberazione di tutti gli animali in cattività. Si tratta della terza "impresa" compiuta dai fondamentalisti in regione negli ultimi due mesi: dapprima nel Reggiano, poi una ventina di giorni fa, con diecimila visoni liberati, nelle colline forlivesi. In via Mazzarana devono aver agito in un gruppo di almeno dieci-dodici persone: i “liberatori” hanno aperto settemila gabbiette lavorando probabilmente dall'una alle tre di notte, senza che nessuno della famiglia Gasparini Casari (nella stessa casa colonica abitano anche i figli Marco e Carlo con rispettive famiglie) si rendesse conto di quanto stava accadendo. Il pastore tedesco ha abbaiato, ma i vandali si sono ben guardati dall'intervenire nel reparto più piccolo dell'allevamento che si trova vicino alla casa. Hanno agito più lontano, sotto l'argine del Secchia, in ben 17 capannoni dopo avere tranciato il lucchetto che chiudeva il cancello del recinto e abbattuto una quarantina di metri della rete metallica. Solamente alle 5 una guardia notturna, transitando in via Mazzarana, ha scorto numerosi visoni sulla strada e nei fossi e immaginando che si trattava di quelli dell'allevamento di Gasparini Casari, ha dato l'allarme. Subito il titolare è sceso coi figli a rendersi conto del disastro. Alle prime luci dell'alba, numerosi volontari (amici e vicini di casa) si sono messi alla caccia dei visoni scappati nel tentativo di recuperarne, ma in notevole quantità sono stati trovati già morti e feriti, comunque irrecuperabili. Verso sera i visoni riportati “a casa”, ma in gran parte da abbattere, erano circa 3000. Si è calcolato che ne fossero rimasti oltre duemila ancora in giro, sparsi anche oltre il Secchia, e molti, nuotando, arriveranno fino al Po, mentre altri si sono messi a scavare negli argini, provocando pericolose erosioni.
Il danno dovrebbe superare i 300 milioni. Per individuare i colpevoli, oltre ai carabinieri di Novi e del Nucleo operativo di Carpi si sta muovendo anche la Digos, che definisce “terroristi” gli autori di tanto vandalismo.
Corrado Vellani

Da La gazzetta di Modena

Commando dell'Alf 'libera' 7.000 visoni
Blitz notturno nell'allevamento di Sant'Antonio
Rivendicazione per ecoterrorista morto in cella
NOVI. Un commando di almeno 10 persone ha liberato nella notte 7.000 visoni nell'allevamento Gasparini Casari di Sant'Antonio. Un blitz con tanto di rivendicazione dell'«Alf», l'Animal Liberation Front, associazione ambientalista semiclandestina. Sull' «attentato» (che avrà pesanti conseguenze ecologiche) indagano i carabinieri. Disperati i proprietari: il danno è incalcolabile.
Il commando è entrato in azione a notte fonda. Nei giorni scorsi, forse cammuffandosi, avevano studiato l'area nei dettagli: l'allevamento si trova proprio sotto il Secchia, tra Ponte Pioppa e Sant'Antonio Mercadello. Quattro tettoie con gabbie sono state risparmiate, perché proprio dietro la casa dei Gasparini. Presa di mira la dozzina di tettoie a distanza di 200 metri, in zona isolata. Per di più senza di sistemi di allarme: i titolari - preoccupati da analoghi episodi - stavano proprio in questi giorni studiando di quale protezione dotare l'allevamento, ora solo recintato. Ma gli "eco-terroristi" (sconfessati ieri anche dall'Enpa) sono arrivati prima.
Hanno aperto migliaia di gabbie, una alla volta. Infatti nell'allevamento - avviato 40 anni fa e giunto ad un livello di selezione e qualificazione genetica dal valore incalcolabile – ognuno dei piccoli animali nordamericani, utilizzati per la produzione di costose pellicce, vive in gabbie singole. Si tratta di animali graziosi ma carnivori, territoriali, timorosi e quindi aggressivi. Vanno tenuti separati, altrimenti si azzannano e si uccidono tra loro.
Gli eco-terroristi hanno forzato il lucchetto e aperto il cancello del recinto. Per favorire la fuga di tutti i visoni volevano abbattere l'intera recinzione. Ma hanno desistito dopo avere divelto pali e rete per una quarantina di metri (cosicchè 2000 visoni sono rimasti nel recinto, mentre altri 3000 sono stati invece recuperati nei paraggi). Forse gli attentatori sono stati intimoriti dal fascio di luce della torcia di Luciano: per abitudine, nella notte, il titolare è solito usare la torcia puntandola verso le tettoie, da casa. Prima di andarsene hanno lasciato la puntuale rivendicazione, scritta in rosso: "Alf, per Barry Horne". Ovvero l'ex spazzino ambientalistra inglese condannato a 18 anni per "terrorismo" che poche settimane fa si è lasciato morire in un carcere britannico. Ad accorgersi del blitz di ieri alle 4.15 è stata una guardia giurata. Lungo la strada ha notato ovunque animali neri e marrone. Ha suonato il campanello e svegliato la famiglia Gasparini Casari. «Ho intuito subito cosa era accaduto», ha detto Luciano.

Da Repubblica

Modena, assalto notturno dell'Animal liberation front a un allevamento
Blitz degli animalisti liberati settemila visoni
"Un gesto inutile: moriranno tutti di fame"
L'azione dedicata a Barry Horne, morto in carcere per uno sciopero della fame
NOVI (Modena) — Nel buio della sera Carlo Casari Gasparini, allevatori di visoni, invita al silenzio. «Sentite questi versi? Sembrano quelli dei gatti cui abbiano pestato la coda. Invece sono i miei visoni, che si stanno ammazzando fra loro. Sono più aggressivi delle faine. Per questo, nell'allevamento, dobbiamo tenerli separati uno dall'altro, in gabbie singole. Stanotte, qui intorno, potranno dormire in pochi. Di sicuro, dovranno fare la guardia quelli che hanno galline, tacchini, conigli». Ci sono disperazione e rabbia, nella casa di Luciano Casari Gasparini che quarant'anni fa ha cominciato l'allevamento dei visoni e da qualche anno si fa aiutare dai figli Carlo e Marco. «Quelli che sono arrivati stanotte si proclamano eco terroristi, ma per noi sono terroristi e basta.
Ci hanno fatto un danno enorme, ma soprattutto hanno provocato la morte delle bestie che credevano di salvare. Moriranno tutti, i visoni liberati».
I militanti dell'Alf — Animal liberation front, come si sono firmati con vernice rossa sui teloni che chiudono i grandi rotoli di paglia — sono arrivati nella notte scorsa. «Dedicato a Barry Horne», hanno scritto, ricordando l'animalista morto in carcere in Inghilterra dopo uno sciopero della fame. «Per il lavoro che hanno fatto, dovevano essere dieci o quindici». Sono entrati nelle dieci "capanne" più lontane da casa e hanno aperto settemila gabbie. Poi hanno abbattuto parte della recinzione. «Duemila animali li abbiamo trovati ancora nelle capanne, altri tremila li abbiamo recuperati, ma molti sono feriti e la loro pelliccia è inservibile. Duemila sono ancora liberi, in giro a fare danni. Ma in pochi giorni moriranno quasi tutti». A ucciderli — spiega Carlo Casari — non sarà il freddo ma la fame. «Sono nati in gabbia, i nostri animali. Il visone è carnivoro, ma fin da piccolo è abituato a mangiare un pastone con farine cotte, carne bianca e pesce. Uccide perché così gli dice il suo istinto, ma non è più capace di sbranare un animale.
Oltre agli allevamenti, sono a rischio anche due zone protette e riserve di caccia, qui vicino. Un visone uccide aironi e anatre, lepri e fagiani. Anche l'uomo rischia qualcosa. Se si avvicina troppo all'animale, questo lo attacca e con i morsi gli porta via due o tre dita».
Per questo, per tutto il giorno, c'è stata una caccia grossa con l'unica arma di un paio di guanti di cuoio che arrivano fino al gomito. «Quanti visoni servono per una pelliccia? E cosa sappiamo noi, che siamo soltanto allevatori?». Secondo gli «Animalisti italiani», per una pelliccia servono fra i 30 e i 60 animali. Vengono uccisi anche con «strumenti a funzionamento meccanico con penetrazione nel cervello». In nove mesi un piccolo diventa adulto.
Ora i visoni tolti dalle gabbie uccideranno e moriranno in campagna. «Comunque liberi», avranno pensato gli animalisti.

Da La gazzetta di Modena

Il titolare dell'allevamento: 'Un danno immenso, ma certe tv e giornali li spalleggiano'
'Pazzi, sarà un disastro ecologico'
NOVI. Luciano Gasparini Casari, 67 anni, è vicepresidente nazionale degli allevatori di visoni, e vice presidente dell'Associazione regionale pellicciai. Oltre all'allevamento, possiede infatti una pellicceria. A Sant'Antonio lavora coi figli Marco, 33 anni, Carlo, 30 anni, e un dipendente. Solo di colore marrone aveva selezionato visoni di 13 tonalità. Ognuno costa 150mila lire. «Molti li abbiamo recuperati grazie a tanti amici, ma sono confusi e il pedigree genetico non potrà essere ricostruito. Tra quelli scomparsi, uccisi e quelli feriti che dovremo abbattere, ne mancano 2000. Fate voi i conti - sbotta Gasparini - Lavoriamo onestamente da una vita e questi terroristi devastano tutto.
Accolti dalle tv, anche di stato, propagandati da giornali di sinistra e da certi partiti, credono di fare del bene agli animali, che invece moriranno tutti: sono abituati a mangiare un pastone di carne bianca, pesce e farine. Fuori di qui non ne troveranno, non sono predatori. Ma sono aggressivi, come faine. Così nel frattempo devasteranno le due aree faunistiche qui vicino. Poi sanno nuotare, si propagheranno. La loro paura li renderà aggressivi anche per l'uomo». Ieri i visoni erano segnalati fino a 7 chilometri di distanza. Uno è stato ucciso a fucilate in un pollaio: aveva appena azzannato il gallo.

Da Il resto del Carlino

«Quelli non amano gli animali Li hanno condannati a morte»
NOVI — L'allevatore Luciano Gasparini Casari, 67 anni, oltre 40 dei quali spesi a lavorare con grandi sacrifici per un'impresa nella quale sono occupati anche i figli Marco e Carlo, è adirato contro chi fomenta questa campagna, che definisce di 'vero terrorismo' contro gli allevamenti di animali da pelliccia: «I cosiddetti animalisti e ambientalisti, assieme ai verdi che li sostengono, non si rendono conto che con imprese del genere fanno solo del male alle bestiole che vogliono “salvare”. I visoni cresciuti in cattività sono destinati a fare tutti una brutta fine in libertà, oltre ad arrecare danno agli allevamenti di animali da cortile essendo molto aggressivi. In quanto non autoctoni del nostro territorio, arriveranno solo a soffrire. E poi dicono di volere il bene degli animali.
Il nostro lavoro è legale, paghiamo le tasse, è il sostentamento delle nostre famiglie, cosa ottengono quegli animalisti nell'agire così? Il loro è solo terrorismo».
Il figlio Marco, munito come tutti i volontari impegnati nel recupero dei visoni, di guantoni per proteggersi dai morsi, spiega come sia andato distrutto il patrimonio genetico. Anche le bestiole recuperate non potranno essere riportate nelle rispettive gabbie dove erano schedate e con tanto di pedrigree. Luciano, che è vicepresidente nazionale dell'associazione di allevatori di visone (e vice della regionale dei pellicciai), promette di muovere a livello nazionale una battaglia per fermare quei “fanatici”.
c.v.

Da Ateneo online

Un blitz degli animalisti libera settemila visoni
Un assalto notturno dell'Animal liberation front libera settemila visoni.
L'azione é stata dedicata a Barry Horne, l'animalista morto in carcere in Inghilterra dopo uno sciopero della fame.
Adesso i visoni liberati sono in pericolo di vita
La scorsa notte l'Alf, Animal liberation front, ha liberato un allevamento di visoni a Novi, nella provincia modenese. Si tatta di settemila visoni che erano stati rinchiusi in gabbia dall'allevatore Luciano Casari Gasparini. L'uomo, che da quaranta anni pratica questo tipo di allevamento, racconta:" Quelli che sono arrivati stanotte si proclamano eco terroristi e invece sono terroristi e basta. Credevano di salvare questi visoni e invece hanno fatto un danno enorme. Queste bestie moriranno tutte".
I militanti dell'Alf hanno scritto sui teloni dell'allevamento, con la vernice rossa, che l'assalto è stato dedicato a Barry Horne, l'animalista morto in carcere in Inghilterra dopo uno sciopero della fame. Per il lavoro che hanno fatto, dovevano essere dieci o quindici, hanno aperto le gabbie e hanno distrutto le recinzioni. Duemila visoni sono stati trovati ancora nelle capanne, tremila sono stati recuperati, ma gli altri sono dispersi o feriti. Moriranno presto, non per il freddo ma per la fame. I visoni sono carnivori, ma sono abituati a mangiare un pastone con farine cotte, carne bianca e pesce.
Oltre agli allevamenti, sono a rischio anche due zone protette e riserve di caccia che si trovano nella zona, perché i visoni uccidono aironi e anatre, lepri e fagiani. Ma il rischio esiste anche per l'uomo, perché questi animali mordono e possono portar via le dita. Per evitare questi inconvenienti é stata organizzata una caccia per recuperarli, con l'unica arma di un paio di guanti di cuoio che arrivano fino al gomito.
Antonella Mulé

NOVEMBRE 2008 – NOVI DI MODENA

COMUNICATO ALF
“Sono 7 anni che i visoni presenti nell’allevamento di Gasparini casari Luciano, situato a Rovereto, frazione di Novi di Modena, non assaporano il gusto della vera libertà, fuori da quelle strette gabbie. Nella notte tra il 4 e il 5 novembre ci siamo introdotti in quel lager con i medesimi intenti che avevamo allora. L’allevamento si trova vicino all’argine di un fiume e dista circa 100 mt dall’opulenta e sfarzosa corte dei signori Gasparini.
Diversi alarmi proteggono quello che per noi è luogo di tortura e morte, mentre per gli allevatori non è altro che il magazzino della loro materia prima. Un filo blu è legato alla recinzione che circonda l’allevamento e se venisse tagliato o reciso, farebbe scattare l’allarme. Un altro allarme è posto all’interno di ognuno dei 14 capanni, per impedirne l’entrata.
Abbiamo proceduto alla liberazione creando un buco all’esterno di ogni gabbia. Con tempi diversi e dopo aver annusato “che aria tira”, uno ad uno, i visoni si sono buttati sul terreno foglioso e, per la prima volta, hanno provato l’emozione di correre liberi. Il suono inaspettato dell’allarme ci ha obbligato alla fuga prima del previsto.
Siamo consci che non tutti sopravviveranno fuori da quelle gabbie, ma è forse meglio il destino che gli aspetta una volta ricatturati? Speriamo invece che il fiume vicino possa essere un habitat ospitale per loro, quell’habitat che gli è stato negato dal desiderio di sopraffazione e dominio che certi uomini hanno verso gli animali e verso i loro simili.
Questa azione è dedicata a chi, come noi, soffre d’insonnia e si vendica colpendo chi sta dormendo sonni troppo tranquilli...
F.L.A.”

Da Il resto del Carlino

"Blitz animalista, liberati duemila visoni da pelliccia
Il gruppo ha fatto irruzione nella notte, intorno alle 3, in un allevamento in via Mazzarana. Aveano già colpito nella stessa azienda sette anni fa.
Modena, 5 novembre 2008 - Un gruppo di animalisti ha fatto irruzione nella notte, intorno alle 3, in un allevamento in via Mazzarana a Mercadello di Novi, liberando dalle gabbie circa 2000 visoni da pelliccia.
Gli allevatori sono riusciti a ritrovare alcuni degli animali che erano rimasti nei pressi dell'azienda, ma molti sono ancora dispersi nelle campagne circostanti. Non è la prima volta che gli animalisti compiono questo gesto di protesta ai danni dell'allevamento di Novi, un simile episodio era accaduto infatti già 7 anni fa."

FEBBRAIO 2009 – FOSSOLI

Comunicato ALF
"Lunedì 9 febbraio - Fossoli (Modena)
La luna piena ci ha visti in azione nell'allevamento di visoni di Rossi Italo a Fossoli. A poche centinaia di metri ci sono i resti di un campo di concentramento da cui i prigionieri venivano spediti ad Auschwitz. Resti di una triste pagina della storia.
Capanni simili, in fila uno dopo l'altro, colmi di prigionieri, a migliaia in attesa del gas che li ucciderà, sono una pagina di storia ancora aperta, presente ancora a Fossoli accanto a casa di Rossi Italo.
Qui le vittime sono visoni, ma la mentalità è la stessa.
Dopo aver spostato la telecamera e distrutto i faretti che si accendevano automaticamente entrando nell'allevamento, abbiamo tolto la lamiera dalla rete, messa per non dare agli animali la possibilità di scavalcare e fuggire.
Fatto questo abbiamo cominciato a tagliare centinaia di gabbie dal retro, dando così possibilità di uscire ai visoni prigionieri.
Purtroppo gli allarmi posti all'interno dei capanni non ci hanno fatto aprire le gabbie normalmente, e dovendo tagliarle con le tronchesi siamo riusciti a dare la libertà solo alle fattrici presenti in tre capanni.
Sul posto abbiamo lasciato due scritte: "Chiudiamo anche questo lager" e "ALF".
Niente ci ferma. Solo la chiusura darà pace a Rossi Italo.
ALF"

Da TRC TELEMODENA NEWS

martedì 10 febbraio 2009
Animalisti liberano visoni
Hanno agito di notte, come fanno sempre, e hanno aperto o scardinato le gabbie dove si trovavano i visoni dell’allevamento della famiglia Rossi.
E’ accaduto a Carpi, in via Remesina: quando i proprietari si sono accorti che gli animali erano stati liberati hanno chiamato la polizia, poi hanno cominciato a cercarli. Mille i visoni fatti uscire all’aperto, che però non hanno sfuggito il loro destino: sono stati tutti recuperati dal personale dell’azienda. Sul muro gli animalisti hanno lasciato la loro firma, Alf, cioè l’Animal liberation front. Accanto la scritta “Chiudiamo anche questo lager”.
L’ultimo blitz animalista nel modenese risale appena allo scorso novembre: allora ad essere colpita l’azienda Gasparini-Casari di Sant’Antonio Mercadello di Novi. Anche in quel caso furono aperte le gabbie dei visoni, e anche in quel caso i proprietari recuperarono tutte le bestiole in poche ore. A colpire, in base alle scritte, era stata sempre l’Alf, e non era nemmeno la prima volta che se la prendeva con l’allevamento di Novi. Ora la polizia di Carpi sta indagando per risalire agli autori della liberazione della scorsa notte.

Da la Gazzetta di Mantova e Avvenire

Modena - Tremila visoni liberati dall’Alf, l’Animal Liberation Front, in un’azienda che si trova sulla vie Remesina esterna, sulla strada per Novi.
L’azione è scattata di notte e, nonostante l’impianto d’allarme, il titolare non è riuscito a intervenire in tempo per bloccarla. Gli animalisti prima di andarsene l’altra notte hanno lasciato la loro firma con la vernice spray rossa: Alf. Probabilmente, secondo quanto dice la Polizia intervenuta sul posto assieme alla Scientifica e alla Digos, si tratta di un gruppo del nord Italia. Forse lo stesso che nel passato ha liberato animali in un allevamento di Sant’Antonio Mercadello e nel reggiano. Intanto arrivano anche prese di posizione politiche.
«Apprendiamo con preoccupazione dell’ennesimo attentato animalista - scrive Ghelfi del Centrodestra - Riteniamo che atti di questo genere vadano fermamente condannati sia perchè vengono orditi ed attuati a scapito di attività di un settore economico già in difficoltà, sia perchè ben poco hanno a che vedere con l’amore ed il rispetto per gli animali.
Una volta liberati, infatti, i visoni cresciuti in cattività rischiano di morire di stenti quando non diventano pericolosi per altre specie di animali o per l’incolumità e la tranquillità di chi è al volante nelle strade limitrofe all’allevamento, devastato in piena notte. Le attività lecite di allevamento della nostra zona sono controllate e rispettano le leggi vigenti in materia: inutilmente quindi vengono prese di mira da chi vuole attuare una disinformata propaganda che nulla ha a che vedere con il rispetto dell’ambiente. Condanniamo fermamente questo gesto - conclude la nota firmata da Luca Ghelfi - ed invitiamo anche le forze del centrosinistra a farlo in modo deciso». Secondo Coldiretti Modena l’attacco all’allevamento di visoni di Fossoli è un’azione criminale che va perseguita con determinazione per scoraggiare il reiterarsi di simili episodi vandalici. E’ quanto afferma Coldiretti Modena nel condannare l’episodio avvenuto nella notte tra lunedì e martedì a danno dell’Azienda Agricola Rossi Italo che si va ad aggiungere ad un identico fatto avvenuto tre mesi fa a carico all’azienda Gasparini Casari. La presunta “liberazione” di questi animali, sottolinea Coldiretti, oltre a provocare ingenti danni economici ad un’attività produttiva, non reca loro in realtà nessun giovamento. Anzi, si traduce in una sicura condanna a morte dal momento che tali animali, cresciuti in cattività e in un regime alimentare e sanitario protetto, non trovano all’esterno le condizioni per sopravvivere. L’azienda agricola Rossi - continua Coldiretti - si occupa di allevare animali da pelliccia dagli anni ’60 opera nel pieno rispetto della normativa europea in termini sanitari e di benessere animale. Si tratta di un’attività economica soggetta a controlli e verifiche da parte dell’Azienda USL che non ha mai riscontrato irregolarità, lo stesso ENPA -Ente Nazionale Protezione Animali - ha verificato direttamente le perfette condizioni dell’allevamento. Ai danni, stimati per ora attorno ai 10.000,00 euro, dovuti a gabbie divelte, impianti di allarme e di illuminazione messi fuori uso, animali morti, si aggiungeranno perdite più consistenti nei mesi a venire quando si verificheranno problemi sanitari, di alimentazione e di gestione della linea riproduttiva. L’episodio - termina Coldiretti - opera sicura di premeditazione, assume quindi tutti i contorni di un fatto criminoso a scapito di una lecita attività economica e nulla ha a che fare con presunti obiettivi di protezione della fauna e come tale va perseguito.

Rassegna stampa
Cronaca di Carpi
Cronaca Carpi
il Resto del Carlino

APRILE 2009 – NOVI DI MODENA

Tratto da bologna2000.com: "Novi: incendiate auto titolare allevamento visoni
Bassa modenese - Intorno alle 3.00 della scorsa notte ignoti hanno danneggiato, incendiandole con liquido infiammabile, tre autovetture parcheggiate nel cortile dell’abitazione di G.C.L., 74 anni, titolare di un allevamento di visoni e di una pellicceria.
Sono stati il figlio dell’uomo e i vigili del fuoco di Carpi a domare le fiamme. Le indagini avviate dai Carabinieri di Novi e Carpi allo stato attuale non escludono nessuna pista."

tratto da Il Resto Del Carlino: "NOVI - Animalisti contro l'allevamento di visoni.
Incendiate le due auto del proprietario.
I vandali si sono introdotti nel cortile dell’abitazione del 74enne, proprietario anche di una pellicceria, e hanno dato fuoco alle vetture. Il rogo è stato spento dal figlio di Gasparini Casari e dai vigili. Indagano i carabinieri Modena, 29 aprile 2009. Ancora nel mirino degli ambientalisti l’allevamento di visoni Gasparini Casari nella frazione Sant'Antonio in Mercadello a Novi. Questa volta sono state date alle fiamme le automobili del proprietario: i vandali hanno agito intorno alle 3 di notte, si sono introdotti nel cortile dell’abitazione dell'allevatore 74enne, proprietario di una pellicceria e hanno danneggiato, incendiandole con liquido infiammabile, due delle tre vetture parcheggiate, una Volkswagen Passat ed una Opel Corsa.
Il rogo è stato spento dal figlio di Gasparini e dai vigili del fuoco di Carpi, intervenuti sul posto. Indagano i carabinieri che, al momento, non escludono nessuna pista.
L'avvocato Luca Ghelfi (Pdl): "Un vero atto di vandalismo senza giustificazione. Tutta la nostra solidarietà ad un imprenditore che opera sul nostro territorio e che si vede spesso danneggiato da presunti animalisti"
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