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FACCIAMO CHIUDERE GLI ALLEVAMENTI SVEDESI!Una nuova investigazione mostra ancora una volta la terribile realtà dell’industria della pellicciaHorror revealed on Swedish fur farms from Djurrättsalliansen on Vimeo. Nel 2009-2010 gli attivisti della Djurrättsalliansen, network svedese per la liberazione animale, hanno visitato più di 40 allevamenti di visone per raccogliere informazioni e documentare le condizioni degli animali. Dai dati dell’industria stessa sapevano che un cucciolo di visone ogni quattro o cinque è destinato a morire nei primi mesi dalla nascita, ma non sapevano come... quello che è stato trovato nelle gabbie sono piccoli morti, dilaniati, divorati dai fratelli o dalle madri, intere cucciolate senza orecchie, animali con gravi ferite agli occhi e infezioni e piaghe alle zampe. Una realtà triste, agghiacciante, che prova ancora una volta l’incompatibilità della vita di un animale con la prigionia. Lo scopo di questa investigazione, come di quelle che negli scorsi anni hanno documentato l’industria della pelliccia in Norvegia, Danimarca, Spagna e Finlandia è di mostrare a tutti cosa si nasconde dietro a questo settore di allevamento, dietro ai beni di lusso venduti nei negozi, aprendo un dibattito pubblico sullo sfruttamento degli animali. Ma il lavoro della Djurrättsalliansen ha anche un obiettivo a breve termine che è quello di far vietare l’allevamento di visoni in tutta la Svezia, paese nel quale già l’allevamento di volpi è stato bandito alcuni anni fa. Nel 2003 fu imposto agli allevatori di adeguarsi alle norme della legge sul benessere animale entro il 2010, cosa che non è stata fatta e che le immagini rese pubbliche in questi giorni, a poche settimane dalle elezioni politiche nazionali, hanno ampiamente documentato. Secondo la Commissione d’Inchiesta che in quegli anni giudicò l’operato degli allevamenti di visone, sarebbe dovuto sparire quello che viene chiamato “comportamento stereotipato” (serie di movimenti continui, segno di alto livello di stress) e gli allevamenti avrebbero dovuto adeguarsi al quarto comma della legge sul benessere animale, il quale dice:
“Gli animali dovrebbero essere tenuti in un ambiente che stimola la loro salute e permette loro di comportarsi naturalmente” Animal Welfare Act (1988:534), 4 § Ovviamente nessuna gabbia e nessun allevamento possono permettere ad un qualsiasi animale di comportarsi naturalmente, perché il visone vorrebbe solo essere libero di correre e nuotare nei boschi, e la Djurrättsalliansen cerca di mettere questo in primo piano, portando avanti un’etica antispecista e liberazionista. La Svezia è un paese che fino a qualche anno fa con 400 allevamenti era tra i maggiori produttori mondiali e a cui tutti guardano ancora con alto interesse. Chiudere i rimanenti 175 allevamenti svedesi significa aprire la possibilità di eliminare passo passo tutta la produzione scandinava, visto anche l'ottimo lavoro svolto in Norvegia e Finlandia, che è la principale nel mondo. Potete leggere di più e visionare il video dell’investigazione a questo link: L’attenzione sull’argomento è altissima in questo momento e in Svezia se ne parla a livello pubblico, politico e mediatico. In questi giorni le ambasciate e consolati svedesi riceveranno proteste in tutto il mondo. Questi i contatti: ambassaden.rom@foreign.ministry.se, consolatosvedesetorino@yahoo.it, axelmunthe@sanmichele.org, consolato.svezia@morfini.it, camelit@camelit.it, info@rivadelsole.it, consolato.svezia.fi@tiscali.it, consolato.svezia.genova@fibertrade.it, gsb@transmar.it, capanna@capanna.it, consolato.svedese.mi@iol.it, dovele@libero.it, agnelpmo@libero.it, htlbobby@sistel.it, consulate@francescoparisi.com Lettera tipo in inglese: Dear Honorary Consulate/Embassy of Sweden |