Se abbiamo pensato di organizzare una conferenza a Reggio Emilia è
per motivi diversi, tra cui non solo avere un momento in cui spiegare
meglio le nostre ragioni e le idee che stanno dietro ad una campagna
come la nostra, ma anche per cercare di puntare ancora una volta i
riflettori sulla scelta del MMFG di trincerarsi dietro al silenzio e
di continuare a commissionare pelli di animali scuoiati.
Sappiamo quanto per le aziende sia piacevole non essere sotto gli
occhi di tutti quando si parla di animali sfruttati e uccisi, di
prigionia e di sofferenza. Sappiamo quanto sia fastidioso essere
sotto i riflettori dei media, sotto gli occhi della gente e sotto
continue proteste da parte del movimento antispecista.
Durante la conferenza sono state mostrate fotografie e immagini video
delle recenti investigazioni dentro gli allevamenti di animali da
pelliccia europei, a riprova che norme sul benessere e controlli sono
solo una pratica di facciata per una industria in cui la sofferenza
animale è intrinseca e dilagante. Non ci sono norme che possono
regolare la prigionia e l'uccisione di esseri senzienti.
Ma un altro punto è stato spiegare le ragioni di una scelta
strategica di campagne contro aziende di moda non direttamente parte
dell'industria della pelliccia come obiettivo. La diffusione degli
inserti e il crollo del mercato della pellicceria pura sono la
risposta. Con ben il 60% delle pelli che in Italia finiscono in
negozi di marchi vari, tra cui Max Mara, e solo il 29% nelle
pelliccerie ci sembra evidente che un cambiamento deve essere
ottenuto prorpio da questi marchi, che oltretutto non dipendono
dall'uso o meno di pelliccia e potrebbero benissimo farne a meno.
Se Max Mara preferisce il silenzio, noi preferiamo invece continuare
a far parlare di quegli esseri viventi che si trovano in gabbia in
attesa di essere uccisi per la loro moda.
Rassegna stampa