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AIP - Attacca l'industria della pelliccia
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L'allevamento di visoni Pisacane potrebbe chiudere

Amianto, irregolarità e sporcizia fanno firmare un'ordinanza

«Via i visoni da Santuario» da "Il secolo XIX", 13 marzo 2010

C’erano già gli animalisti e persino gli eco-terroristi a manifestare e attentare contro l’allevamento di visoni “Pisacane” di via Santuario 112, negli ultimi anni nel mirino di varie iniziative di protesta, l’ultima con la chiesetta di San Bernardo deturpata da scritte anti pellicce. Adesso al gruppo dei “nemici” si sono iscritti anche il Comune e l’Asl che in queste ore hanno firmato un duro atto d’accusa contro la “fabbrica” delle pelli che fa storcere il naso agli amici degli animali.

Il sindaco Federico Berruti ha infatti firmato un’ordinanza a carico dell’allevamento per disporre l’immediata esecuzione di una serie di interventi di riqualificazione e risanamento dell’area pena la chiusura dell’attività. I tempi dettati per intervenire sono ultra rapidi: «Entro 60 giorni». Tutto perché l’Asl - sono intervenuti due settori, l’Igiene pubblica e la Sanità animale, e prima la polizia municipale - durante alcuni sopralluoghi ha riscontrato gravi carenze in ordine alla pulizia, all’igiene animale e soprattutto alla sicurezza pubblica per la presenza di parecchio amianto esposto all’aria.
Una situazione grave di suo ma doppiamente considerato che uno dei principali vicini di casa dell’allevamento è l’asilo materno “Federico Carlevarini” frequentato da una trentina di bimbi ed altrettante mamme preoccupate. Non a caso l’ordinanza del Comune è stata inoltrata agli allevatori - la famiglia Pisacane, un ramo è titolare della pizzeria “Mario” di via XX Settembre - ma anche al rappresentante legale dell’asilo e ovviamente all’Asl.

Proprio dai verbali degli ispettori Asl è scaturito il provvedimento del sindaco. Sia i funzionari dell’Igiene che i colleghi del settore Veterinario si sono presentati nei capannoni di via Santuario a più riprese nei giorni scorsi riscontrando condizioni generali deficitarie per quello che concerne i locali interni dove gli animali vengono uccisi (con il gas) ma anche le gabbie, gli odori e soprattutto le lastre di amianto oltre a rifiuti vari stoccati irregolarmente. Un quadro negativo al punto da costringere l’Asl a dichiarare «l’incompatibilità» del sito con la produzione industriale di pellicce e imporre un trasloco al più presto.
Da qui l’ordinanza con cui il Comune ha disposto, per l’immediato, lavori di messa a norma, ma in attesa che i titolari provvedano a trovare una nuova sede all’allevamento. E tra le cose più urgenti che dovranno fare c’è lo smaltimento e copertura dell’amianto a cui l’ordinanza dedica un passaggio ad hoc: «Urge l’immediata attivazione di una procedura di protezione del materiale delle coperture in cemento-amianto, attuabile mediante una copertura con teli impermeabili stabilmente ancorati, che impediscano la dispersione di fibre in atmosfera». Mentre è dell’Asl la stoccata più pesante per il futuro del “Pisacane”: «La presenza dell’allevamento non può essere compatibile nell’attuale collocazione - c’è scritto nella nota trasmessa al Comune - è indispensabile un sollecito trasferimento in altro sito».

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