Campagna AIP
AIP - Attacca l'industria della pelliccia
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INTENSA GIORNATA DI PROTESTE

In solidarietà agli attivisti austriaci, contro vivisettori e bugiardi

Martedì 2 marzo è stata una giornata alquanto intensa per gli attivisti di Campagna AIP, che si sono ritrovati in strada per iniziative su tre fronti diversi, ma con il comune denominatore della lotta per la Liberazione Animale.

La prima si è svolta nei pressi del Consolato Austriaco a Milano, e rientrava nella giornata di mobilitazione internazionale decisa con l'inizio del processo ai danni di 10 attivisti austriaci. Eravamo presenti con striscioni e volantini, di cui riportiamo il testo:

Oggi 2 marzo in Austria ha inizio il processo ai danni di 10 attivisti animalisti arrestati e poi rilasciati dopo 4 mesi nel 2008, con l'accusa di avere formato un'organizzazione criminale. Per la prima volta membri di associazioni e collettivi per la liberazione animale saranno sotto processo utilizzando l'articolo 278a del codice penale austriaco, finora utilizzato solo per reati di stampo mafioso o di estorsione.

Il 21 maggio 2008, con una massiccia azione di polizia, dieci persone - attivisti di spicco, presidenti e responsabili di associazioni nazionali e internazionali - sono state arrestate senza alcuna accusa specifica, ma in quanto "sospettati" di appartenere ad una fantomatica "organizzazione criminale". Nessuna prova concreta è stata portata a sostegno di questa accusa: alcuni di loro non erano nemmeno in contatto e non si conoscevano.

Perfino Amnesty International è intervenuta sulla vicenda, richiamando l'attenzione sul diritto alla libertà di attivismo e di espressione e facendo notare come non sia stato corretto il comportamento delle autorità austriache, che hanno continuamente negato l'accesso alle dovute informazioni ai legali degli attivisti arrestati.

Le accuse agli arrestati sono relative a 31 diversi capi d'imputazione, tutti collegati alla campagna anti-pellicce contro la compagnia Kleider Bauer, nota per aver cercato già in passato di ridurre al silenzio le proteste, con denunce ai danni degli attivisti e pressioni per impedire le numerose manifestazioni ai suoi danni.

Il movimento animalista in Austria ha ottenuto molti successi negli anni scorsi: l'abolizione degli allevamenti di animali "da pelliccia", il divieto di uso di animali nei circhi, il divieto di allevamento in gabbia dei conigli e un divieto totale degli allevamenti di galline in batteria. L'Austria è diventata così una delle nazioni più avanzate in tema di protezione dei diritti degli animali. Evidentemente troppo avanzata per le potenti aziende legate allo sfruttamento degli animali, e questa ondata repressiva sembra volere punire gli sforzi e i successi del movimento austriaco per la liberazione animale.
Difficile non vedere l'importanza di questo processo come precedente per fermare le campagne di pressione e le associazioni che mettono troppo i bastoni tra le ruote ad aziende e politici legate allo sfruttamento animale, non solo in Austria.

Per questo è stata lanciata una giornata internazionale di azione e solidarietà, per segnare l'inizio di questo processo farsa e per far crescere la pressione pubblica sulle autorità austriache. Per questa giornata sono previste iniziative solidali in tutto il mondo, davanti alle ambasciate, consolati e altre missioni diplomatiche austriache, per aiutare i dieci attivisti nella loro difficile situazione processuale, ma anche per portare avanti una campagna contro l'utilizzo dell'articolo 278a per processare attivisti politici, ambientalisti, animalisti o di ONG.

Per questo la Campagna AIP ha deciso di prendere parte a questa mobilitazione: per ribadire che nessuna repressione è così forte da poter fermare l'amore degli antispecisti per i milioni di animali sfruttati e uccisi ogni giorno nei più svariati luoghi di tortura e di morte, e per manifestare la più piena solidarietà con chi come noi si batte affinché nessun essere vivente venga più annientato in nome di arroganti e letali logiche di dominio e sopraffazione.


Successivamente, siamo passati a presidiare, per la seconda volta dall'inizio dell'anno, il laboratorio della Sanofi-Aventis, che sorge da più di 1 anno nel pieno centro del quartiere milanese di via Sbodio. In questo luogo dalle vetrate colorate, trovano la morte centinaia di animali ogni giorno, senza che la gente del quartiere sia a conoscenza delle torture e delle sofferenze a cui gli animali vengono sottoposti da sedicenti ricercatori, che altro non sono che i complici di quella pseudo-scienza che prende il nome di vivisezione o sperimentazione animale.

Attraverso la nostra voce amplificata dal megafono e i cori, e con la presenza di volantini e striscioni, abbiamo reso noto l'operato del laboratorio, svelando il vero volto dell'industria farmaceutica, che in nome della presunta salvaguardia del benessere e della salute umani uccide ogni anno milioni di esseri innocenti, per studi senza alcun fondamento scientifico e etico, che servono solo ad aumentare i profitti attraverso la commercializzazione di farmaci che avvelenano noi e il pianeta.

Non a caso Sanofi-Aventis, tra le più note e potenti case farmaceutiche a livello mondiale, è tra i produttori del vaccino contro l'influenza suina, che si è dimostrato essere l'ennesima operazione commerciale, portata avanti in nome del pericolo di una pandemia costruito ad hoc e rivelatosi fortunatamente molto meno grave e considerato di quanto auspicato dalle lobbies farmaceutiche. Essa è inoltre uno dei maggiori finanziatori di HLS, il più grande e tristemente famoso laboratorio di vivisezione in Europa, contro cui è in atto da anni una strenua e costante lotta portata avanti dagli attivisti di SHAC.

Nel pomeriggio, ci siamo spostati agli uffici de La Rinascente, contro cui è in atto da mesi una ripresa delle proteste, dopo che la sua dirigenza è venuta meno agli accordi con cui si impegnava, a partire dall'anno appena trascorso, a rendere totalmente fur-free i suoi punti vendita. Così non è stato, visto che all'interno di essi sono ancora presenti capi con inserti in coniglio. Non potendo più presidiare al centro di Milano da un po', a causa di non meglio specificate e giustificate restrizioni, stiamo effettuando i nostri presidi direttamente sul luogo di lavoro della dirigenza e degli impiegati di Rinascente, così che possano sentire ancor più forte e chiaro quelle che sono le nostre intenzioni.

Fino a che Rinascente non rispetterà gli impegni presi, la Campagna AIP non mollerà la sua lotta senza compromessi. Nessuna giustificazione può valere per chi, venendo meno alle sue promesse, gioca non solo con l'impegno di noi attivisti, ma soprattutto con la sorte di milioni di animali torturati e uccisi ogni anno in nome di una moda crudele e assassina.

Galere per gli esseri umani, laboratori di vivisezione e allevamenti da pelliccia non sono che i diversi aspetti dell'abbrutimento umano. La Campagna AIP, seppur nella sua specificità, non dimentica che vari sono gli aspetti dello sfruttamento e che molteplici sono gli interventi di lotta che segnano e ravvivano il percorso dell'antispecismo e della Liberazione Animale.














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