VIETATO L'ALLEVAMENTO DI VOLPI IN DANIMARCA
Allevatori europei sempre più preoccupati
Il 29 maggio 2009 il parlamento danese ha approvato un divieto dell'allevamento di volpi per la pelliccia sul territorio nazionale.
Il divieto non ha effetto immediato, agli allevatori è stato concesso un lungo periodo di tempo per cessare o riconvertire la propria attività.
A coloro i quali l'allevamento di volpi rappresenta più del 50% dei propri introiti sono stati concessi 15 anni, mentre agli altri 8 anni.
Sembra che unicamente 2 allevamenti rientrino nella prima categoria, anche se fino a quando gli allevatori non comunicheranno i dati riguardanti la fonte dei propri guadagni risulta difficile saperlo. Nella stragrande maggioranza dei casi gli allevatori danesi prediligono l'allevamento dei visoni. La Danimarca è il paese europeo con il maggior numero di allevamenti di visoni, circa 5000. I dati del 2007 parlano di 34 allevamenti di volpi, per un totale di 4542 animali allevati.
Il divieto si fonda sul fatto che risulta impossibile rispettare il benessere delle volpi tenendole in cattività. Per cui allevare volpi non è considerato etico. La base etica della legge sta preoccupando enormemente il settore, perchè in futuro potrebbe minacciare pure altri tipi di allevamenti da pelliccia.
L'industria della pelliccia, di fronte ai nuovi divieti, cerca di proteggere i propri interessi ad ogni costo.
Un esempio è una patetica petizione dell'European Fur Breeder's Association (associazione europea degli allevatori di animali da pelliccia), rivolta ai governi europei. Riportiamo qui la traduzione del testo di questa petizione:
"Recentemente la Danimarca ha votato un divieto degli allevamenti di volpi, mentre in Olanda è stato proposto un divieto della produzione di visoni.
La novità è che l'unico fondamento per queste leggi è l'aspetto etico. Ma esiste una sola definizione di etica?
Per anni, innumerevoli studi scientifici e veterinari hanno dimostrato e confermato che nell'allevamento di animali da pelliccia vengono impiegate pratiche che sono in linea con la severa legislazione europea. Questa è la ragione per cui, assieme alle sue 15 associazioni nazionali e i suoi 6000 allevatori, l'EFBA si oppone a queste proposte di divieto, fondate su basi totalmente inaccettabili ed arbitrarie.
Gli animali non conoscono il motivo per il quale vengono allevati: carne, cuoio, pelliccia,...
L'importante è che siano tenuti in modo rispettoso. E questo è il caso incontestabile degli allevamenti da pelliccia in Europa.
I nostri allevatori hanno lavorato duramente per adeguarsi agli elevati standards dell'Unione Europea, specialmente nell'ambito del benessere animale.
L'allevamento di animali da pelliccia genera fino a 120.000 posti di lavoro all'anno in tutta europa, offre possibilità di impiego in zone colpite da un forte tasso di disoccupazione e sostiene migliaia di famiglie nelle aree rurali. Nel contesto della crisi finanziaria globale e dell'insicurezza degli impieghi, questi divieti sono veramente la giusta priorità?
Aiutateci a fare pressione sui governi europei per fermare queste proposte di divieto degli allevamenti da pelliccia. L'allevamento di animali da pelliccia non è parte del problema ma della soluzione perchè genera introiti e posti di lavoro".
Inutile commentare queste frasi. Dove gli allevatori parlano di produzione, posti di lavoro e cosidetto "benessere animale", noi vediamo campi di sterminio dove sono rinchiusi milioni di esseri senzienti in attesa della morte. Ma segnali come questo da parte dell'industria della pelliccia possono solo rallegrarci, ed incitarci a continuare a lottare con determinazione fino al suo crollo definitivo.