Anche a Genova si torna in strada nel mese di marzo per far capire al
MMFG che la pressione nei suoi confronti continuerà ad essere
costante sino all'abbandono totale da parte sua dell'utilizzo di
inserti in vero pelo all'interno dei suoi negozi.
La protesta ha visto circa 6 attivisti impegnati in volantinaggio,
discorsi e slogan al megafono, e presentazione della campagna con
banchetto informativo, come ormai d'abitudine.
Questo pomeriggio di presidio ha però visto l'intromissione di alcuni
curiosi personaggi , che altro non hanno fatto se non rendere il
nostro pomeriggio simpaticamente più movimentato.
Nell'ordine:
mentre un attivista stava informando i passanti con un discorso al
megafono, un gruppo di adolescenti abbigliati curiosamente ha pensato
fosse divertente alzare la musica dello stereo che avevano con sé,
sbattendolo in faccia a chi stava parlando, e mettendosi a ballare.
Sono stati pubblicamente ridicolizzati, invitati ad allontanarsi
velocemente per non incorrere nella reazione di chi, in quel momento,
non aveva tutta quella voglia di scherzare.
Dopo circa due ore di presidio una signora vestita elegantemente ha
pensato fosse doveroso fermarsi , prendere il nostro volantino,
strapparcelo davanti in quattro pezzi affermando che "non era
proprio il momento" ... Le si è risposto che evidentemente il concetto
di educazione non le era proprio, ed anch'essa si è velocemente
dileguata.
Sicuramente il momento clou della protesta si è raggiunto con
l'arrivo di una signora sulla cinquantina, che dopo averci fatto
qualche domanda per lo meno curiosa, come: "Ma sarete mica dei
centri sociali?" o "Come mai avete tutto quel ferro in faccia?" ha
pensato di unirsi alla protesta.
Abbiamo pensato da subito che da lì a poco avrebbe causato dei
problemi: fermava passanti forzatamente con discorsi piuttosto
sconclusionati, dando informazioni non pertinenti, confondendo
coloro che invece avrebbero, se adeguatamente informati, potuto
interessarsi alle tematiche proposte.
Dopo circa mezz'ora la signora ha preso contatto con due di noi, e
discorrendo ha rivelato la sua appartenenza alla "LEGA", perplessi le
abbiamo chiesto di quale "LEGA" stesse parlando, immaginando fosse di
qualche associazione animalista.
La signora ha invece prontamente precisato che la "lega" in questione
era proprio la "LEGA NORD" di cui si dichiarava fervente sostenitrice
pluriennale.
Le è stato fatto presente che non era possibile tollerare da parte
nostra idee e individui razzisti e xenofobi, legati alla autoritaria
e repressiva politica istituzionale, ancor di più se esponenti di un
gruppo politico che da anni fomenta sentimenti razzisti e
pseudo-fascisti e che promuove logiche repressive e securitarie,
rendendole noto che ci era di principio impossibile conciliare le
nostre tensioni e i nostri fini con quanto riportato sopra, dicendole
in maniera chiara e assoluta che la sua presenza non era gradita.
La signora, dopo un breve sproloquio sulla incombente minaccia di un
invasione di rumeni stupratori di ragazzine, si è rapidamente
allontanata.
Insomma, un pomeriggio piuttosto insolito in quel di Genova, che ha
non ha però impedito il solito interessamento dei passanti verso il
banchetto e il versamento di cospicue offerte come supporto alla
campagna.
Fino alla fine, per la liberazione animale ed umana.
Genova antispecista vegan crew