Bologna venerdi 27 febbraio 2009
Anche questo venerdì sono continuate le proteste contro i punti vendita di MaxMara qui a Bologna.
Ormai è divenuta la triste prassi: tirando in ballo fatti accaduti 2
anni fa davanti a Coin, ci viene vietato di stare sotto i portici, davanti alle vetrine, e veniamo confinati sotto alle due torri, dove gli slogan e quanto diciamo attraverso il megafono, per arrivare alle persone e ai diretti interessati, devono superare il traffico di bus, auto e motorini che ci passano davanti.
Prendiamo fiato dunque, e, inserite le batterie nei megafoni iniziamo a raccontare l'agghiacciante realtà di sfruttamento e scuoiamenti che si nasconde dietro ad un importante marchio
della moda come MaxMara. Nonostante i passanti erano costretti ad attraversare la strada che ci isolava, molta gente si è avvicinata al banchetto, dandoci supporto.
Molta gente ha voluto sapere come poterci dare una mano e molte cartoline da inviare ai dirigenti sono state distribuite. Anche se il loro contributo sarà minimo nel far cambiare politica aziendale alla famiglia Maramotti, è sicuramente importante far sapere ai dirigenti quante persone trovano odioso lucrare sulla pelle e sul pelo degli animali.
Ennesimo pomeriggio, quindi, di pessima pubblicità per MaxMara, e molte altre se le dovrà attendere se non smetterà di fare affari con gli allevamenti di animali considerati da pelliccia.
Carpi - Modena sabato 28 febbraio
Altra giornataccia per i negozi emiliani di MaxMara è Max&Co!
Quest'oggi ci siamo dati appuntamento nella mattinata a Carpi, per tornare ad urlare in faccia a quest'aguzzini la nostra rabbia verso questa azienda che anche quest'inverno ha deciso di finanziare il massacro di milioni di animali per confezionare quegli stupidi cappotti, frutto di una moda assassina.
Con 2 megafoni e molti cartelli dalle immagini eloquenti, abbiamo per 2 ore tenuto alla larga tutti i possibili clienti dai negozi MaxMara e Max&Co, che qui a Carpi, per nostra fortuna, si trovano uno di fianco all'altro.
Evidente il nervosismo delle commesse che, come gia la volta scorsa, ci hanno fotografato e dalle loro facce era sparito il sorriso che solitamente le distingueva. Peggio per loro perchè noi torneremo molto presto.
Dopo un gran piatto di pasta al sugo, rifocillamento ideale per agguerriti attivisti, riprendiamo megafoni e cartelli e ci dirigiamo alla volta di Modena, dove le commesse di MaxMara in Piazza Mazzini, sicuramente aspettano con ansia le nostre 2 ore e mezza si slogan e informazioni sulle responsabilità del marchio per cui hanno scelto di lavorare.
Anche qui molto casino, centinaia di volantini distribuiti e molto supporto da passanti che ancora sanno vedere una vita negli occhi di un animale.
Unica nota spiacevole è stata una signora che aveva il banchetto per la raccolta fondi destinati alla ricerca sulle malattie rare situato a pochi metri da noi.
Questa, a dir poco innervosita dal nostro megafonare, ha dato vita ad un penoso show di insulti e stupidate nei nostri confronti, sostenendo che le allontanavamo i donatori. Uno spiacevole teatrino che però non ci ha fatto desistere dalla nostra protesta.
Cosi, mentre ormai la luna dominava il centro cittadino, alle commesse di MaxMara non è rimasto che aspettare l'orario di chiusura e chiudere il negozio accompagnati dal coro di promessa: TORNEREMO! TORNEREMO! TORNEREMO!
...Ooh Yeah!
Bologna Vegan Crew - A.I..P. Emilia