Campagna AIP
AIP - Attacca l'industria della pelliccia
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A PESCARA...

Vita dura per MaxMara

Il primo presidio davanti MaxMara: iniziamo in quattro, piu' tardi si avvicinano altri tre ragazzi e anch'essi impugnano i cartelli per mostrare cosa provoca Maxmara con i colletti in vero manto animale delle sue collezioni. In pochi ma non poco grintosi, quel che basta per far tanto rumore in un mare di silenzio: megafono, cori e striscioni. Diversi passanti si sono fermati a chiedere informazioni. Notiamo che entrano poche persone nel negozio.

Il secondo presidio davanti Max&Co.: qui siamo in quattro... in un punto di gran flusso di passanti la protesta riesce ancora meglio, gente incuriosita si mostra interessata.
Dopo circa un'ora le dipendenti, che ci scrutano infastidite per quasi tutto il tempo, si affacciano alla porta e dicono che non hanno piu' inserti in pelliccia, invitandoci a vedere... molto probabilmente le avevano nascoste (ci ricordiamo che lo scorso presidio le tolsero dalle vetrine). Noi comunque ribadiamo che non smetteremo e torneremo finchè la direzione di MaxMara non si dichiarerà fur free, una volta per tutte libera da pellicce, libera da dolore e morte! Non ci interessa se un punto vendita in un certo momento non ha capi in pelliccia, rimane il fatto che fa parte di una catena che vende resti di animali morti, contribuendo così alla loro detenzione ed uccisione; una catena sporca di sangue!


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