Campagna AIP
AIP - Attacca l'industria della pelliccia
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MAXMARA, MAX&CO. E MARINA RINALDI SOTTO ASSEDIO


Un altro pomeriggio di azione a Bergamo

Sabato 14 febbraio una ventina di attivisti sono tornati in Via XX Settembre per protestare davanti a tre punti vendita del MaxMaraFashionGroup. L'abbiamo ripetuto più volte ma sembra che i dirigenti di MaxMara abbiano problemi di comprendonio: fino a quando non si decideranno a rinunciare alla vendita di animali morti ci troveranno davanti ai loro negozi a rovinare i loro affari e la loro immagine.

Come in molte città, anche a Bergamo nella stessa via sono presenti tre punti vendita del MMFG: iniziamo dal negozio MaxMara.

Il gruppo locale di Bergamo ha stampato dei cartelloni con delle foto davvero forti che ritraggono tutta la tragicità della sofferenza degli animali allevati e cacciati per produrre pellicce. Li disponiamo davanti al negozio e sulla via, assieme alla solita mostra fotografica sull'industria della pelliccia e ad un banchetto con materiale informativo anche su veganismo, vivisezione,... mentre urliamo slogans al megafono e distribuiamo centinaia di volantini.

Le commesse all'interno della boutique paiono molto scocciate dalla nostra presenza e sono davvero poche le persone che entrano nel negozio, nonostante sia un sabato pomeriggio con centinaia di persone che si danno allo shopping frenetico.

Dopo circa un'ora e mezza di presidio ci spostiamo ad un centinaio di metri davanti a due negozi del MMFG, che son posizionati uno di fronte all'altro. Alcuni di noi si mettono davanti al punto vendita Max&Co e altri davanti alle ventrine di Marina Rinaldi con cartelli e striscione. Alterniamo gli slogan contro i due marchi e al megafono spieghiamo di che agghiacciante realtà essi si rendono complici.

Alcuni passanti danno prova di un'ignoranza al di là di ogni limite. Uno di essi dice di voler denunciare un attivista perchè porta delle scarpe in pelle (che filma con il suo telefonino) e sarebbe quindi un ipocrita a protestare contro le pellicce. Quando l'attivista gli spiega che le sue scarpe sono recuperate e non comprate, l'energumeno si ostina e afferma di essere pure vegetariano, ma quando gli diciamo di leggere il materiale sul veganismo se ne va scocciato...

Nonostante questo episodio molte persone si fermano al banchetto lasciando contatti email e donazioni per la campagna, guardano le mostra e leggono il materiale informativo.

Verso le 18:00 ce ne andiamo soddisfatti delle proteste e sicuri di tornare presto davanti a queste vetrine che grondano sangue

 

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