Dal primo gennaio 2009 è entrato in vigore il divieto di importazione, esportazione e commercio di pellicce di cane e gatto e prodotti contenenti questo tipo di pelli in tutti i paesi dell'Unione Europea.
Il divieto era stato proposto dalla Commissione Europea nel novembre 2006, di fronte alla scoperta della presenza in molti paesi europei di capi d'abbigliamento contenenti inserti di pelliccia di cane e gatto, spesso etichettati come sintetici o con il nome di altre specie animali.
Diverse misure prese da singoli paesi dell'Unione avevano già messo in pericolo il settore delle pellicce di cane e gatto, ma questa volta il divieto, valevole per tutti i paesi, rappresenta un duro colpo per il settore. La maggioranza delle pelli di cane e gatto provengono da paesi terzi, soprattutto la Cina, dove l'allevamento di queste specie è molto diffuso.
Il divieto di pelli di cane e gatto ovviamente è dettato da una visione schizofrenica del mondo animale, secondo la quale alcune specie, per ragioni culturali ed economiche, e unicamente in determinate circostanze, vengono considerate quasi alla stregua di membri della nostra specie, mentre altre vengono sacrificate per i più futili motivi.
Se da una parte i paesi dell'Unione Europea condannano lo scuoiamento di cani e gatti, dall'altra mantengono in vita il settore in Europa con sovvenzioni agli allevatori di altre specie animali, quali volpi e visoni. Per non parlare di altri settori dello sfruttamento animale, quali la vivisezione e l'allevamento di animali per l'alimentazione.