A meno di una settimana dalla brutta figura degli spintoni in piazza, ci ridiamo appuntamento davanti a MaxMara.
Ovviamente il questore ci nega la possibilità di metterci proprio dinanzi al negozio, sotto il porticato, assegnandoci il posto in piazza, dall'altra parte della strada. In compenso, con un po' di mercantaggio alla volta precedente, riusciamo ad ottenere l'uso del megafono.
Così, a poche ore dal natale, con cartelli, striscioni e le nostre voci, tra un bus e l'altro che si ferma proprio davanti a noi, non perdiamo occasione per ricordare ai frettolosi passanti, il sangue e la sofferenza che vetrine eleganti come quelle di MMFG sanno nascondere.
Anche oggi ci riesce difficile trattenerci di fronte all'incredibile superficialità e menefreghismo che muove la gente, incapace di fermarsi 2 minuti a leggere un volantino, ad ascoltare quanto una persona sta raccontando al megafono o ragionare su quanto va acquistando. Ogni singolo prodotto che ci viene venduto ha un costo al di là del suo prezzo monetario: il costo di quanto ha richiesto tutta la filiera di fabbricazione e vendita, in termini di materie impiegate, animali umani e non sfruttati o uccisi e territori inquinati. Per la gente invece, abituata all'egoismo impostoci dallo stile di vita "lavora/consuma", le conseguenze per il resto del pianeta dei nostri acquisti è nulla rispetto alla necessità di apparire.
Cosi è pure per MaxMara che propone una moda fondata sulla reclusione ed uccisione di migliaia di animali per confezionare abiti e cappotti con inserti in pelo.
La realtà degli allevamenti è altrattanto agghiacciante quanto l'indifferenza e l'egoismo dei dirigenti di questo marchio di moda, incapaci di riconoscere in un animale una vita.
Comunque esistono ancora persone sensibili che sanno guardare oltre la superficialità consumistica e si sono uniti a noi, dando vita ad una protesta che per ben 4 ore ha attirato l'attenzione dei passanti sul mercato della pelliccia e le sue implicazioni, dando pure una buona risposta a chi pensa, con intimidazioni, multe, divieti e restrizioni, di fermare la campagna.
Questo mercoledì eravamo più di venti; le cose iniziano a mettersi male per questo negozio.
Torneremo!
AIP MODENA