Campagna AIP
AIP - Attacca l'industria della pelliccia
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PROTESTE A PESCARA E SULMONA

Nervi tesi per direttrice MaxMara e forze dell'ordine

Dopo aver fatto i due presidi la mattina a Pescara, andati bene (anche se eravamo solo in cinque), andiamo a Sulmona, davanti a un negozio max mara per il terzo presidio della giornata, anch'esso autorizzato, alle ore 16.00. Qui' siamo solo in quattro.

Qui troviamo un vigile che ci dice che dobbiamo togliere gli striscioni che avevamo attaccato con il nastro adesivo sulle colonne dei portici di fronte al negozio, noi cerchiamo di trattare ma insiste, poi arriva anche la digos e dice che dobbiamo togliere sia gli striscioni che il banchetto altrimenti fa il verbale. Allora come alternativa mettiamo uno degli striscioni a terra e sopra il materiale informativo. Iniziamo finalmente la protesta, uno di noi inizia col megafono, ci dicono che dobbiamo smettere anche con quello perche' siamo al centro storico e solo i partiti sono autorizzati ad utilizzare i megafoni... questo ci sembra troppo allora continuiamo per qualche secondo incuranti delle loro critiche ma ci dicono che fanno subito un verbale se non la cessiamo, e che possiamo fare solo volantinaggio. Non ci resta che fare sentire forte la nostra voce naurale, cosi' sotto quei portici urliamo forti i cori mentre mostriamo i cartelli ai passanti.

Dopo circa un'ora di protesta arriva la proprietaria del negozio con suo marito e gli amici, cercano di convincerci ad allontanaci in tutti i modi, si lamentano con la digos(con i quali hanno un rapporto di stretta conoscenza) ed uno della digos dice "non è colpa nostra se l'Italia purtroppo e' un paese libero" aggiungedo "io li metterei tutti dentro". Inoltre la proprietaria sostiene di essere animalista, di orientare la clientela alla scelta di pellicce ecologiche e piu' tardi (forse, in preda alla rabbia, dimenticando le affermazioni precedenti) di non vendere affatto pellicce vere ma solo ecologiche(menzogne)). Noi indichiamo gli inserti in vetrina e non sa che dire. Quando la proprietaria nota che nei cartelli c'e' scritto "Basta pellicce da max mara" afferma: "voi ce l'avete con me in particolare... xche' fra tutte le pelliccerie protestiamo proprio contro il suo negozio" aggiungendo "Io vi faccio una querela".

Noi abbiamo spiegato che non si trattava di una protesta nei suoi confronti o del suo negozio in particolare, bensi' di una protesta facente parte di una campagna internazionale che attualmente vede coinvolti tutti i negozi max mara, ma, a quanto pare, non capiva, o meglio, non voleva e intanto chiama il suo avvocato.

Continua per circa un'ora una situazione di "botta e risposta" tra loro e noi: noi eravamo 4 attivisti/e, loro erano la proprietaria, suo marito, l'avvocato, i loro amici, le comesse e la digos; una decina, che volevano a tutti i costi farci andar male la protesta, ma cosi' facendo hanno richiamato maggiormente l'attenzione dei passanti, magari distogliendoli dall'entrata nel negozio.

Quando finalmente entrano nel negozio e noi possiamo impegnarci pienamente per la protesta, uno di loro, crediamo un amico della proprietaria, legato forse anche al negozio, si avvicina velocemente e tira un calcio allo striscione con sopra il materiale informativo che era posizionato a terra, cosi' il tutto il materiale informativo si sparge sotto i portici, poi fa altri due passi e si trova davanti uno di noi, con fare violento, e c'è mancato davvero poco che si finisse a botte. Nella colluttazione egli ferisce leggermente uno di noi al dito, nulla di grave.

La propietaria in seguito ribadisce che fara' una querela nei nostri confronti, per diffamazione dati i cori che dicevano"le vostre pellicce sporche di sangue" e per i nostri cartelli, motivo per il quale fa scattare delle foto dalla digos ai cartelli dove c'è il nome di Max mara (ad esempio "basta pellicce da max mara") e con la sua macchina fotogafica tenta di scattarci foto sul viso, ma noi alziamo i cartelli.

Mai ravveduti, non è di certo questo che intimorisce la nostra voglia e determinazione di dar voce agli animali vittime della moda, moda assassina favorita in questo caso da chi ipocritamente si ritiene animalista solo perchè vende dei poster in beneficio ad un canile, ma nel contempo vende morte finanziando detenzione e sofferenza!

UGUAGLIANZA ANIMALE





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