LOMBARDIA: MAXMARA SOTTO ASSEDIO
7 proteste tra il 21 e 23 di novembre
Per il primo fine settimana di azione contro Max Mara, indetto dal 21 al 23 novembre, le proteste in Lombardia sono state ben 7.
PAVIA:
Uno strano sabato mattina per le commesse di max Mara, il cui negozio è stato presidiato dalla polizia fin dalle 9 nonostante la nostra protesta cominciasse alle 11.00. Tutti si chiedevano cosa fosse successo, finché non hanno visto la protesta e hanno capito che si tratta di problema veramente serio: la vendita di capi contenenti cadaveri di animali scuoiati da parte del marchio Max Mara.
In una città come Pavia, capitale della pellicceria in Italia e città
dove si vede il maggior numero di inserti di pelliccia sui cappotti della gente, non è facilissimo comunicare su questo tema e perché siamo davanti a Max Mara e non ad Annabella, ma chi ci ha ascoltato ha capito che questo marchio nei suoi 2300 negozi nel mondo vende nel complesso più pellicce e cadaveri di animali di Annabella e che allo stesso tempo è più facile fargli smettere di farlo perché non è di questo che vive.
Ci ha fatto piacere trovare comunque un notevole sostegno da parte dei passanti.
LODI:
Lodi è una piccola cittadina tranquilla, in cui la nostra presenza
deve essere sembrata la calata degli alieni.
Cartelli, striscioni e megafoni nel centro della città non si erano forse mai visti, così come la presenza di ben 12 poliziotti a difendere il negozio Max Mara hanno reso ancora più visibile l’obiettivo e il motivo della nostra protesta, che ha comunque ricevuto sostegno.
Giornalisti locali hanno colto l'occasione per scattare foto a questo evento, aiutandoci a dare pessima pubblicità al marchio Max Mara.
COMO:
Max Mara a Como si trova nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele, strada di passaggio pedonale del sabato pomeriggio.
Con megafoni, schermi video, cartelli e striscioni migliaia di persone sono state informate su cosa si nasconde dietro alle vetrine di Max Mara e al loro stile sanguinario.
Il negozio è rimasto praticamente vuoto per l’intera durata della protesta, e speriamo di vederlo così anche in futuro, perché vendere pellicce deve essere un pessimo affare!
BERGAMO:
Un volantinaggio si è tenuto il sabato pomeriggio davanti al Max Mara di Bergamo. Anche una semplice forma di protesta come questa è una pressione efficace contro chi continua a vendere pellicce ed inserti, soprattutto se si tratta di boutique piccole, in cui le commesse da dentro non possono non notare tutto quanto avviene di fronte alla loro porta.
MILANO:
Una pessima domenica pomeriggio per Max Mara a Milano!
Al primo presidio davanti al Temporary Store di Corso Venezia si sono ritrovate più d 25 persone con mostra fotografica, banchetto informativo, striscioni, cartelli e tanta rabbia da urlare.
La fila di manifestanti copriva quattro vetrine di questo enorme negozio e per due ore non c’è stato un attimo di silenzio, perché avevamo molte cose da dire a proposito dell’industria della pelliccia e del coinvolgimento di Max Mara con questo mercato assassino.
In seguito ci siamo divisi in due gruppi per presidiare altrettanti
negozi Max Mara. Entrambe le proteste hanno fatto sentire ai
negozianti che fino a che ci saranno pellicce nelle collezioni Max Mara ci saranno proteste davanti alle loro vetrine. Molti di questi negozi ci rivedranno presto!





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