Campagna AIP
AIP - Attacca l'industria della pelliccia
Campagna AIP


CONTRO MAXMARA IN TUTTO IL MONDO

Un week-end internazionale di proteste


Per le giornate internazionali contro Max Mara Fashion Group, lanciate da Campagna AIP, si sono tenute proteste davanti ai negozi Max Mara in 12 diversi paesi.

Gruppi di attivisti, campagne e collettivi per la liberazione animale hanno aderito alla giornata e alla campagna portando la lotta contro le pellicce davanti alle vetrine di questa azienda italiana in Svizzera, Inghilterra, Germania, Olanda, Danimarca, Belgio, Stati Uniti, Austria, Estonia, Finlandia, Lussemburgo e Spagna.

In molti di questi paesi le proteste sono state più di una. Per esempio in Olanda i negozi Max Mara di Den Haag hanno avuto 3 giornate di fila rovinate dai megafoni e la rabbia di Respect Voor Dieren, mentre in contemporanea attivisti di Bite Back! presidiavano il negozio di Amsterdam, situato in una delle vie più chic della città e con una notevole presenza di stampa e televisione.
Attivisti di Bite Back! hanno rilasciato interviste radio anche prima della protesta, aggiungendo ulteriore pubblicità negativa per il Max Mara Fashion Group.

In Germania si sono tenute proteste davanti alle vetrine di Max Mara sia ad Amburgo che a Berlino, unendo in uno stesso pomeriggio anche presidi per la campagna Escada, contro la nota casa di moda tedesca.

In Inghilterra i negozi Max Mara sono quasi tutti in grandi magazzini fur-free, quindi non possono vendere inserti e prodotti di pelliccia, ma l’unico libero da queste regole, quello di Old Bond Street a Londra, è stato oggetto di una protesta da parte di Caft, coalizione anglosassone che coordina la lotta contro le pellicce, che ha aggiunto Max Mara nella lista dei negozi da presidiare regolarmente.

A New York invece la visita di WAR al punto vendita Max Mara nella ricca Madison Avenue non era la prima, visto che una quindicina di persone si erano presentate con cartelli e striscioni davanti a questo negozio già dalla settimana precedente.

In molti casi le reazioni del negozio sono state eccessive, pagando guardie private a Berlino o reagendo in modo paranoico a New York, ma in tutti i casi sappiamo che i negozianti erano stati informati delle proteste che si sarebbero tenute, dell’inizio di questa campagna e di alcune linee guida da tenere.

Questa è solo la prima giornata internazionale lanciata da AIP contro Max Mara e ha avuto un successo notevole, con una partecipazione ampia, diffusa e determinata. Molti gruppi in tutto il mondo stanno aderendo alla campagna e il marchio Max Mara sta avendo quello che si merita, essere accostato alle immagini di morte e di sofferenza dell’industria della pelliccia.

Un ottimo inizio. E se chi comincia bene è a metà dell’opera…

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